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Idrogeno Verde: arriva dal Cile la rivoluzione energetica

2025-08-09 11:09

Redazione

News, Notizie, Ambiente,

Idrogeno Verde: arriva dal Cile la rivoluzione energetica

Ignacio Concha, Ambasciatore del Servizio Estero del Cile, ha tenuto a Siracusa una conferenza, organizzata dai Rotary Club Siracusa Monti Climiti e A

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Ignacio Concha, Ambasciatore del Servizio Estero del Cile, ha tenuto a Siracusa una conferenza, organizzata dai Rotary Club Siracusa Monti Climiti e Augusta. tra le aree di Intervento del Rotary International ci sono proprio la tutela dell’ambiente e lo sviluppo economico. La produzione di idrogeno verde consente non solo di ridurre l’impatto ambientale rispetto ai combustibili fossili, ma anche di valorizzare le risorse naturali cilene garantendo una crescita economica sostenibile e inclusiva. L’idrogeno verde rappresenta una soluzione chiave per la decarbonizzazione dei settori industriali e dei trasporti, favorendo la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese” ha dichiarato Salvatore Assenza presidente del RC Siracusa Monti Climiti.

Per Fabrizio Romano, presidente RC Augusta, “attraverso un impegno concreto e una visione a lungo termine, il Cile dimostra che una transizione verso un futuro a basse emissioni è possibile, sostenibile e fonte di prosperità. L’idrogeno verde non è solo una promessa, ma una realtà che si sta affermando con forza nel panorama energetico globale, aprendo nuove frontiere di cooperazione, innovazione e benessere per le generazioni presenti e future”.

Qui di seguito, la relazione integrale che l'ambasciatore Concha ha esposto in occasione dell'evento del Rotary, tradotta da Giuseppe Pantano, socio del Rotary Club Siracusa Monti Climiti, anch'egli intervenuto al convegno.

 

Una rivoluzione verde sta avendo luogo nell’angolo più remoto del continente latinoamericano, all’estremo sud del Cile, precisamente nella Regione di Magallanes, nei pressi dello stretto omonimo, una delle principali vie marittime che collega gli oceani Pacifico e Atlantico. Questo passaggio interoceanico ha acquisito nuova importanza a causa delle difficoltà che il Canale di Panama sta affrontando come conseguenza del cambiamento climatico.

Prima di parlare di questa rivoluzione, è utile fare una breve presentazione delle zone con maggior potenziale.
Il nord, desertico e soleggiato, ospita i principali impianti solari del Paese, tra cui la seconda centrale termosolare più grande del pianeta, Cerro Tronador, situata nel deserto di Atacama. L’energia prodotta in quest’area rifornisce principalmente l’industria mineraria della zona, in cui si trovano le più grandi miniere di rame al mondo.
La Regione di Magallanes, grazie alla sua conformazione geografica con accesso diretto ai due principali oceani e alla presenza di venti fortissimi che possono raggiungere i 150 km/h per 24 ore al giorno, è stata selezionata per l’installazione delle prime centrali di produzione di idrogeno verde nel continente latinoamericano.

Grazie all’abbondanza di sole e vento, il Cile si è impegnato a sfruttare il suo vantaggio nelle energie rinnovabili per dismettere gradualmente le centrali a carbone entro il 2040 e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Il mercato delle energie rinnovabili cileno è pronto a fare un salto verso un maggiore sviluppo, puntando alla decarbonizzazione totale entro il 2050, in linea con gli sforzi internazionali per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. In un mondo decarbonizzato, la domanda di idrogeno potrebbe crescere fino a dieci volte, diventando un combustibile essenziale per la transizione energetica globale.

La posizione geografica del Paese, che si estende dal Tropico del Capricorno fino alle latitudini subantartiche, garantisce una combinazione unica di risorse rinnovabili. Nel nord, l’alta radiazione solare — tra le più intense al mondo — e la scarsa nuvolosità favoriscono la costruzione di grandi centrali fotovoltaiche e termosolari. Nel sud, e in particolare nella Regione di Magallanes, predominano venti intensi e costanti, che rendono la zona ideale per la generazione eolica continua. Queste condizioni sono fondamentali per la produzione di energia pulita necessaria all’elettrolisi dell’acqua per l’ottenimento di idrogeno verde.

Possiamo quindi identificare due aree con condizioni ideali per la generazione elettrica da fonti rinnovabili:
    •    Macrozona Nord: L’alta irradiazione solare e la bassa nuvolosità rendono il deserto di Atacama un luogo ideale per grandi impianti solari. L’energia prodotta alimenta soprattutto l’industria del rame e del litio, entrambi minerali chiave per la transizione energetica.
    •    Zona Australe (Regione di Magallanes): I venti superiori a 150 km/h, la bassa densità abitativa e le vaste aree disponibili fanno di questa regione un polo ottimale per la generazione eolica su larga scala. Inoltre, il collegamento diretto con gli oceani Pacifico e Atlantico facilita l’esportazione di vettori energetici derivati dall’idrogeno, come l’ammoniaca.

Grazie a queste condizioni, il Cile si trova in una posizione privilegiata per aumentare la produzione di energia rinnovabile fino a 70 volte rispetto alla sua attuale domanda interna, consolidandosi come Hub energetico di portata intercontinentale.

L’idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando solo elettricità da fonti rinnovabili, è un vettore energetico chiave per la decarbonizzazione di settori difficili da elettrificare, come il trasporto aereo e marittimo o l’industria siderurgica.

Le autorità cilene stimano una capacità di produzione annua di 160 milioni di tonnellate di H₂ pulito entro la metà del secolo, sufficiente a coprire fino al 18% della domanda energetica globale prevista per il 2050. Ciò comporterebbe un potenziale di riduzione fino al 40% delle emissioni globali di CO₂.

La Politica Energetica Nazionale 2050 (PEN 2050) stabilisce una road map coerente con i principi di sostenibilità, equità e innovazione tecnologica. I principali obiettivi includono:
    •    Uscita programmata dalle centrali a carbone.
  •    Espansione della generazione rinnovabile (solare, eolica, idroelettrica, geotermica).
    •    Consolidamento dell’idrogeno verde come asse strategico di esportazione.
   •    Diffusione della mobilità elettrica e miglioramenti significativi nell’efficienza energetica.
    •    Implementazione di una transizione giusta con attenzione ai territori e alla partecipazione dei cittadini.

Le principali mete fissate per il 2050 sono:
    •    100% di energia elettrica da fonti rinnovabili.
    •    Neutralità delle emissioni del settore energetico.

La Strategia Nazionale per l’Idrogeno Verde (ENHV) mira a posizionare il Cile come uno dei principali produttori mondiali di H₂V, puntando a massimizzare le proprie risorse e attrarre investimenti di lungo termine.

Gli obiettivi prevedono una capacità di elettrolisi di circa 5 GW entro il 2026 e 25 GW entro il 2030, con un costo di produzione dell’idrogeno verde stimato tra 0,8 e 1,1 dollari al kg, tra i più competitivi a livello globale. Dal 2050, il Cile non solo coprirà il proprio fabbisogno interno, ma sarà anche esportatore di derivati dell’idrogeno, contribuendo alla transizione energetica internazionale.

Lo Stato cileno ha avviato una strategia integrata per attrarre investimenti nazionali e stranieri nel settore delle energie verdi, attraverso strumenti di sostegno, quadri normativi competitivi e accordi di cooperazione internazionale. Questo ha dato vita al progetto di punta della Nuova Economia Energetica: H2 Magallanes.

Con un investimento stimato di 16 miliardi di dollari, H2 Magallanes è il progetto di energia pulita più ambizioso mai realizzato in Cile. Comprenderà:
    •    Un parco eolico da 5.000 MW con 616 turbine.
    •    Sette impianti di elettrolisi con capacità di 1.750 t/giorno di H₂.
    •    Un impianto di desalinizzazione.
   •    Un complesso per la produzione di ammoniaca verde con capacità di 10.800 t/giorno (~1,9 Mt/anno).
    •    Un terminal portuale per l’esportazione globale.

La costruzione inizierà nel 2027 e l’entrata in funzione è prevista a partire dal 2030, in più fasi. Si stima che il progetto creerà fino a 10.000 posti di lavoro durante la costruzione e circa 1.000 a regime.

L’idrogeno verde cileno rappresenta quindi una concreta contribuzione alla transizione energetica globale, soprattutto in settori ad alta intensità energetica come la metallurgia, il trasporto marittimo e la produzione di fertilizzanti. H2 Magallanes si configura come un progetto catalizzatore dell’economia dell’idrogeno verde e un esempio di diplomazia climatica efficace.

In conclusione, il Cile si presenta come un vero e proprio laboratorio a scala reale per la transizione energetica profonda. Con risorse naturali eccezionali, una volontà politica coerente e un quadro normativo progressista, il Paese si afferma come esportatore netto di energie pulite e fornitore di soluzioni tecnologiche chiave per la decarbonizzazione globale.

Attraverso l’idrogeno verde e progetti come H2 Magallanes, il Cile non solo ridefinisce la propria matrice energetica, ma contribuisce in modo strutturale al rispetto degli impegni climatici internazionali.

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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