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Cent’anni di Giuseppe Fava: memoria, arte e impegno civile

2025-09-16 15:58

Francesca Brancato

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Cent’anni di Giuseppe Fava: memoria, arte e impegno civile

Nel centenario della sua nascita, mostre, celebrazioni e iniziative, nei luoghi che gli hanno dato i natali e hanno accolto la sua arte a tutto tondo

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Il 15 settembre 1925 nasceva a Palazzolo Acreide (SR) Giuseppe Fava, giornalista, scrittore, drammaturgo, artista poliedrico, voce scomoda e mai domata del Sud. Nel centenario della sua nascita – che cade questo 2025 – una serie di iniziative in Sicilia cercano di celebrare non soltanto la sua figura, ma il lascito civile, culturale, morale di chi ha usato la parola, il teatro, il disegno, la critica per combattere mafia, conformismo, complicità.

Palazzolo Acreide: il paese natale che lo ricorda

 

A Palazzolo Acreide, terra di roccia dorata, chiese antiche e vicoli che raccontano un passato stratificato, il ricordo di Fava è vivo e praticato:

La mostra “Storia delle mafie e i disegni di Giuseppe Fava”, inaugurata il 1° dicembre 2024 a Spazio San Sebastiano in piazza del Popolo, ha portato nel paese natale 28 disegni autografi dell’intellettuale, caricature grottesche e tipi mafiosi, in un mix di memoria storica, ironia, forza civile. Quest'anno, in occasione del centenario, è stata portata avanti l'iniziativa “Itinerari di Coraggio. Cent’anni di Pippo Fava”. Tre giorni di eventi in ricordo del celebre giornalista palazzolese, dal 14 al 16 settembre con eventi fra Palazzolo Acreide e Catania, promossi dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palazzolo Acreide, nell’ambito della programmazione “Palazzolo è”, è coordinati da Paolo Monaco e Simona Salustro con la collaborazione di Carla Sigona e Salvatore Lombardo. Il progetto ha visto la partecipazione di numerosi promotori e partner, tra cui Meraki ETS, ArteNativo, MIB Mediblei, Cine Teatro King, KokòStudio, la Fondazione Giuseppe Fava e il Coordinamento Giuseppe Fava.

Sempre nel 2024 è stato avviato anche un progetto di crowdfunding per la realizzazione di una statua in bronzo dedicata a Pippo Fava. L’idea era parte di un’operazione più ampia di memoria che riguarda anche la conservazione dell’archivio, la diffusione del suo pensiero e l’attivazione culturale nel territorio.

Queste iniziative servono non soltanto a onorarlo, ma a portare il suo messaggio nei luoghi che lo hanno visto nascere, crescere e guardare il mondo con curiosità e spirito critico.

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Catania: teatro, mostre, francobolli, memoria pubblica

 

Catania è la città dove Fava ha agito come giornalista e drammaturgo, denunciando mafia e intrecci di potere, ed è anche la città dove venne assassinato il 5 gennaio 1984. Proprio qui, dal 15 settembre al 6 gennaio 2026, alla Galleria d’Arte Moderna (via Castello Ursino), si terrà la mostra “La cultura e il diavolo. L’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale”, a cura di Vittorio Ugo Vicari, promossa dalla Fondazione Fava, la famiglia, il Comune e l’Accademia di Belle Arti, che vedrà esposte opere, bozzetti, scritti, materiali dall’Archivio storico di Gravina di Catania testimoniano la sua poliedricità.

Sempre a Catania, il 15 settembre è stato emesso un francobollo commemorativo del centenario, con iniziativa speciale di timbro postale in una postazione dedicata.

Mentre il Teatro Stabile di Catania (TSC) ha promosso nei mesi scorsi, la mostra “Sono un uomo di teatro”, allestita al Ridotto della Sala Verga, con copioni, locandine, bozzetti, documenti originali delle produzioni faviane dello Stabile, che sottolineano il rapporto stretto di Fava col teatro.

Un’eredità che vive

 

Ciò che emerge da queste iniziative è che il centenario non è un momento di pura celebrazione rituale, ma un’occasione di memoria, per ripensare cosa significa essere cittadini, cosa implica fare giornalismo libero, cosa vuol dire dare voce a chi non ha potere.

Fava appare oggi non solo come figura storica, ma specchio che riflette problemi ancora molto attuali: corruzione, devianze delle istituzioni, complicità silenziose, manipolazione dell’informazione. L’uso del teatro, dell’arte visiva, della mostra, del disegno in caricatura, del monumento, del reading, dimostra che il suo linguaggio era già ibrido, plurale, e che è con questi linguaggi che si può parlare alle nuove generazioni.

 

 

©riproduzione riservata

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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