
“Riforma Nordio. Quello che c’è da sapere sulla separazione delle carriere e sulla riforma costituzionale”. È il nuovo libro di Gaetano Bono, il più giovane sostituto procuratore generale, attualmente in servizio a Caltanissetta. Il volume, di 120 pagine e pubblicato da Guida Editori, analizza in maniera approfondita la legge di revisione costituzionale approvata definitivamente dal Senato lo scorso 30 ottobre. La riforma prevede la separazione delle carriere dei magistrati, lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura – che sarà diviso in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri – e la modifica del sistema di selezione dei consiglieri del CSM, con l’introduzione del sorteggio al posto dell’elezione diretta. La legge istituisce inoltre una nuova Alta Corte disciplinare, competente in via esclusiva a giudicare la responsabilità disciplinare dei magistrati ordinari, funzione che viene così sottratta al CSM.
Il libro è in libreria e sulle piattaforme online con un tempismo perfetto e sarà uno strumento utile per i cittadini che vorranno orientarsi in vista del referendum costituzionale previsto per il 2026, probabilmente già nel mese di marzo. Sebbene l’iter parlamentare si sia concluso, la riforma non potrà entrare subito in vigore, poiché non è stata raggiunta la maggioranza qualificata richiesta dalla Costituzione. Di conseguenza, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla conferma o sul rigetto della riforma Nordio.
“La riforma - afferma Bono - non apporterà alcun miglioramento in termini di efficienza e di tempi della giustizia, ma determinerà piuttosto un ridimensionamento della magistratura, con effetti negativi sulla tutela dei diritti dei cittadini. Il pubblico ministero, in particolare, andrà incontro a un progressivo indebolimento delle proprie prerogative, poiché vedrà limitati i poteri di intervento nella fase delle indagini preliminari, soprattutto per quanto riguarda la direzione della polizia giudiziaria. Inoltre, sempre secondo l’autore, la riforma altererà l’equilibrio tra i poteri dello Stato, determinando un rafforzamento del potere esecutivo a discapito di quello giudiziario. Tutto ciò avverrebbe “in virtù del vizio di fondo della riforma”, definita nel libro come “una riforma al buio”. Essa, infatti, non specifica nulla sulla concreta separazione delle carriere dei magistrati, demandando alle leggi attuative la riscrittura delle norme che regoleranno in concreto il funzionamento dei nuovi istituti. E il rischio, sottolinea l’autore, è che in futuro la maggioranza parlamentare di turno possa modellare a proprio uso e consumo l’assetto della magistratura, limitando ulteriormente le garanzie di autonomia e indipendenza”.
“Anche le altre modifiche - continua il magistrato - pur lasciando zone d’ombra sulle modalità di funzionamento del nuovo doppio CSM e della nuova Alta Corte disciplinare, lascerebbero – secondo il magistrato – intravedere chiaramente il ridimensionamento del ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura. E ne risulterebbe compromessa la sua funzione costituzionale di organo di garanzia dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura”.
Ad ogni modo il lettore avrà modo di prendere consapevolezza delle conseguenze del progetto di riforma e non rimarrà sorpreso nel leggere le tesi del PM Bono che – pur essendo uno dei pochi magistrati favorevoli alla separazione delle carriere, purché a determinate condizioni, come egli ha sempre avuto cura di precisare – si mostra contrario alla Riforma Nordio proprio perché ritiene che nessuna di quelle condizioni venga rispettata. E lo spiega chiaramente nel suo nuovo libro, che si caratterizza per uno stile lineare e un linguaggio scorrevole, e che si rivolge innanzitutto ai comuni cittadini allo scopo di offrire un’agevole chiave di lettura per cogliere le criticità della riforma, argomentandole con cura e motivando punto per punto per quali ragioni ritiene giusto votare no al referendum costituzionale. Un testo semplice, ma allo stesso tempo accurato, frutto di uno studio approfondito delle molteplici questioni giuridiche, che potrà tornare utile anche agli addetti ai lavori che volessero trarne spunto per un approfondimento tecnico-scientifico. Insomma un testo prezioso perché, con equilibrio e obiettività, affronta un argomento di grande attualità e si sforza di motivare le proprie tesi senza pregiudizi, a fronte di un dibattito che, spesso e volentieri, scade in slogan e prese di posizione faziose e aprioristiche, sia da parte di chi sostiene la riforma sia da parte di chi la contrasta. Particolarmente interessante è il fatto che il libro non si limiti a un’analisi critica dei rischi derivanti dalla riforma Nordio, ma dimostri come sia possibile intervenire sulla Costituzione per rafforzare le garanzie di indipendenza della magistratura e migliorare la qualità e l’efficienza della giustizia. In questo modo, l’autore si differenzia da quanti ritengono intoccabile l’attuale assetto costituzionale, mostrando invece che un cambiamento è possibile, purché orientato al miglioramento del sistema.
Un libro consigliato a chi desidera approfondire il tema della riforma e sviluppare un pensiero critico in vista del referendum costituzionale, per poter decidere consapevolmente come votare.






