PRESENTATA ANCHE A SIRACUSA LA STAGIONE 2019 DEL TEATRO GRECO DI SIRACUSA: INTERPRETI, REGISTI, SCENOGRAFIE E MOLTO ALTRO

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SIRACUSA - Si è tenuta questa mattina, presso Palazzo Greco, la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa. Alla presenza del sovrintendente della Fondazione INDA Antonio Calbi, del sindaco di Siracusa non che presidente della Fondazione Francesco Italia e del consigliere delegato della Fondazione Mariarita Sgarlata, sono stati illustrati alla stampa ed al pubblico i primi dettagli delle tre rappresentazioni di quest’anno.

Come vi avevamo già annunciato, i temi portanti di questa stagione sono un vero e propio ponte tra antico e moderno. Parliamo di “Donne e Guerra”, si, perché queste tematiche risultano essere onnipresenti sia nei dialoghi che nelle caratterizzazioni dei vari personaggi che si alterneranno sulla scena. Donne forti e determinate, come le protagoniste di “Lisistrata” che vietano l’amore ai propri uomini per scacciare la guerra, o come Elena, protagonista della tragedia di Euripide che porta lo stesso nome, le quali si oppongono all’uomo e alla sua costante ed ostinata propensione per il conflitto, latore di sofferenza e distruzione, come accade in “Troiane”, dove Ecuba guarda la sua città bruciare, piena di dolore e perdita della patria, degli affetti, della libertà.

Messaggi forti e quanto mai attuali, in un epoca, la nostra, nella quale gli uomini si combattono a vicenda, allontanandosi anziché collaborare, in cui i bambini e le madri vengono rimandati verso morte e distruzione, piuttosto che essere accolti e curati. Un’epoca in cui il ruolo delle donne, nonostante le numerose lotte e le vittorie ottenute, non riceve ancora il valore che giustamente si merita. Donne, madri, mogli, sorelle, come le Troiane che perdono ogni cosa, a causa di una guerra protratta in nome della bellezza, che nulla ha a che vedere con i principi più profondi dell’uomo e che tanta distruzione porta con sé.

A questi si unirà il tema della natura, ripreso nelle scenografie grazie all’inserimento di alcuni elementi come l’acqua e il legno, presenti l’uno nella scenografia di “Elena”, l’altro in quella di “Le Troiane” grazie alla grande opera dell’architetto Stefano Boeri, “Bosco Morto”, che con i suoi 200 alberi vuole simboleggiare la catastrofica perdita dei 2.400 abbattuti durante il tifone che ha duramente colpito il Friuli Venezia Giulia. Il legno di questi alberi entrerà a far parte, poi, della filiera siciliana, mentre, in autunno, 1.000 alberi verranno prima affidati ai bambini siracusani, poi ripiantati, per offrire alla città ed al territorio un nuovo bosco. 

A presentare le tragedie i due registi, rispettivamente Davide Livermore per “Elena”, che sarà interpretata da Laura Marinoni, e Muriel Mayette-Holtz regista di “Le Troiane”, con un cast considerevole composto da ben 160 interpreti. Ha affermato Livermore «Ho l’onore di dirigere un’opera complessa, una tragicommedia, volutamente scritta così dall’autore stesso, che ci coinvolge in un gioco molto profondo, quasi in una dimensione onirica, dove lo spazio scenico diventa luogo di memoria, di incontri impalpabili, di naufragi, non solo fisici, e dove sarà molto presente un coro ristretto di grandi solisti».

Quella 2019 sarà una grande stagione di debutto, non solo per la rinnovata amministrazione della Fondazione INDA, ma anche e soprattutto per i numerosi registi ed interpreti che compongono il massiccio corpo dei lavori che si cela dietro le quinte delle Rappresentazioni Classiche. «Una sorta di debutto mi butto!», come ha affermato l’attrice Laura Marinoni, e come ha confermato la regista francese che si occuperà di dirigere “Le Troiane”, grande opera al femminile, la quale ha affermato «È straordinario vedere come la città di Siracusa si stia trasformando con l’avvicinarsi della messa in scena delle rappresentazioni. Si respira questa aria fatta di cultura e storia e speriamo che il pubblico sia lieto di accoglierci, così come ha già fatto la sua città».

Saremo alla presenza di spettacoli che conquistano i cuori ed emozionano le menti, espressione di una forma artistica, quella teatrale, che è condivisione, non solo con chi ci sta seduto accanto nella cavea, ma con tutti coloro che il teatro lo creano, per proporci un prodotto unico, che vale la pena vedere almeno una volta.

E, a proposito di pubblico, molto si è parlato, questa mattina, in merito ai vari progetti proposti lo scorso anno per agevolare gli ingressi a quella parte di pubblico che, non sempre, può permettersi di andare a teatro. Progetti come quello del teatro in città, che avrebbe dato la possibilità ai cittadini meno abbienti di poter godere della magnificenza del teatro classico, dislocato, per altro, in quartieri di Siracusa che necessitano di una rivalutazione. Purtroppo però, le tempistiche ristrettissime e la grande mole di lavoro non hanno consentito la realizzazione di tali propositi. Aspetteremo il prossimo anno, così che il teatro diventi davvero di tutti e per tutti.


Francesca Brancato

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