In Sicilia gli abiti da sposa sono firmati Alfina

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Lo Stile -  Il matrimonio è uno degli eventi più attesi dalle donne che desiderano coronare il loro sogno d’amore e la moda dedicata agli abiti da sposa è un settore oberato da stili, modelli e opzioni sempre più diversificati tra loro. Oggi Notabilis vi parla di una giovane imprenditrice siciliana, la cui arte sartoriale e stilistica ha già conquistato il cuore delle neo spose che hanno scelto i suoi abiti: Alfina.

Cresciuta in un ambiente nel quale si è sempre respirata la moda, sin da bambina, rimane affascinata dal lavoro svolto dalla nonna materna nell’imbastitura e cucitura di gonne e altri modelli. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Moda e del Costume all’Università Sapienza di Roma, frequenta un corso privato alla KOEFIA - Accademia di Alta Moda. Subito dopo frequenta degli stage in notabili case di moda italiane, dove avrà la possibilità di distinguersi come modellista. Forte di un ampio bagaglio d’esperienze, nell’Ottobre del 2012 nasce il brand “Alfina”, la cui filosofia di produzione è mirata all’haute couture degli abiti da sposa handmade

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La sposa che propone l’imprenditrice siciliana è una donna determinata, sicura di sé e che desidera un abito dalla qualità e dal carattere inimitabile. Tutti gli abiti di Alfina sono pezzi unici: «E’ il tessuto scelto per l’abito a parlarmi, a suggerirmi con la sua morbidezza e il tocco, la via più corretta per plasmarlo», afferma la stilista. A seconda del modello e del bozzetto disegnato e scelto insieme alla cliente, Alfina suggerisce i tessuti, le forme e i disegni che più si adattano alla silhouette e al carattere della sposa. 

«Non utilizzo mai il bianco ottico poiché adoro il bianco naturale della seta», dice, «prediligo un pizzo rebrodè, più grossolano per un matrimonio bucolico e all’aperto, mentre per uno stile più da sala preferisco utilizzare il pizzo francese dal tocco romantico». 

Tra tutti i modelli di abiti da sposa realizzati a mano da Alfina c’è un filo conduttore inconfondibile, che salta subito all’occhio: il marchio Alfina è stampato nel cuore di ogni abito. 

Per scoprire nel dettaglio le collezioni proposte dal brand vi invitiamo a visitare il sito www.alfinafisicaro.it





Viviana Nobile

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La paglia come protagonista del brand siculo SARTA

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Lo Stile - Uno dei ricordi che sicuramente caratterizzano la memoria di tutti i nati e cresciuti in Sicilia, è la classica borsa di paglia che la nonna utilizzava per il mare. La paglia è sempre stato un materiale largamente lavorato nella nostra isola e usato per creare nasse da pesca, cappelli e persino materassi. Ma nella terra sicula contemporanea, donne come Giorgia Gaeta, hanno usufruito di un materiale come la paglia di Vienna per creare basket, pochette e clutch. 

Giorgia, palermitana classe ’85, dopo una laurea in Architettura ed un master in Fashion styling allo IED di Milano, ritorna nella sua città natale nel 2012 dove intraprende la sua carriera di architetto freelance. Ma in cuor suo la giovane imprenditrice ha sempre amato la moda, il fashion e le tendenze stilistiche in voga, così nel 2017 decide di creare un brand tutto suo: SARTA.

«L’idea di creare un brand artigianale è nata dalla voglia di realizzare degli oggetti che fossero perfetti innanzitutto per me stessa, e dall’incontro con un materiale unico come la paglia di Vienna che mi ha suggerito le prime forme», racconta.

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La stilista si lascia ispirare dall’ambiente circostante e da ciò che le salta all’occhio, riuscendo a creare un’armonia vincente tra la sua formazione professionale come architetto e il suo amore per la moda. Borse e altra pelletteria costruita artigianalmente che viene impreziosita con inserti in pelle di vitello e rattan, per il risultato di un modello senza tempo, contemporaneo ma dal gusto vintage.

Tra gli obiettivi che Giorgia si prefigge vi è il coinvolgimento nel suo progetto di alcune textile designer: «Mi piace molto l’idea che ci sia sempre la possibilità di “stressare creativamente” un oggetto attraverso l’intervento di competenze e sensibilità diverse», afferma Gaeta. Nelle sue creazioni, la giovane palermitana, riesce a sintetizzare una giusta dose di creatività e un pizzico di sicilianità, i quali sono ingredienti imprescindibili per un prodotto romantico e unico nel suo genere.



Viviana Nobile

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La Sicilia fucina di maestri orafi? Vi presentiamo l’artigiano di Gangi, Fabio Ballistreri

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Lo stile - È ormai noto che la moda ai giorni nostri non è soltanto un atto del vivere sociale o un “dress-code" da rispettare a seconda del contesto, ma è soprattutto una forma d’arte. Tra i settori della moda non ci sono solo la pelletteria, l’haute-couture e calzature, ma anche i gioielli. Oggi vorremmo menzionare un artista siciliano molto noto nel palermitano, che si occupa di lavorare metalli preziosi per creare preziosissimi gioielli handmade: Fabio Ballistreri.

Maestro orafo artigiano dal 1990, Fabio ha scoperto la sua passione per i metalli quando vide per la prima volta un anziano orafo vicino la sua casa a Palermo, intento a lavorare le pietre preziose. Da lì ha cominciato a lavorare in proprio, componendo le sue creazioni con tecniche antiche come la fusione, o utilizzando strumenti come il cuneo, il martello, il traforo o le lime. 

«Attraverso questi strumenti, piegando e saldando il metallo man mano riesco a realizzare il mio gioiello», afferma Ballistreri, «mi affascina la fusione in terra di fonderia e in osso di seppia». 

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Ultimamente Fabio, il cui laboratorio si trova nella parte bassa del comune di Gangi, predilige lavorare metalli preziosi come l’oro ed il platino, ma ha un debole per i metalli non preziosi ed sta riscoprendo il fascino dei minerali grezzi, dedicandogli la collezione “Linea Terra”. Avventurina, aragonite, cristallo di rocca, agata, sodalite sono solo alcune delle gemme utilizzate dal maestro orafo in combinato con l’argento e altri metalli. Tutti i gioielli sono pezzi unici, poiché in ogni creazione il metallo abbraccia e avvolge le curve e gli angoli della singola pietra che variano a seconda del minerale o della gemma scelta.

Nonostante in Sicilia il lavoro artigianale non venga sempre valorizzato e apprezzato come merita, il mastro orafo di Gangi ha tutta l’intenzione di proseguire la sua strada, sperimentando, studiando ed elaborando nuove tecniche orafe e nuovi materiali. «La mia passione, le mie radici ed il coinvolgimento personale di ogni mio lavoro, la mia scelta di continuare a rimanere nella mia terra nonostante tutto esprimono tutta la mia sicilianitudine» afferma Ballistreri, il cui obiettivo è quello di portare questa sua arte fuori dai confini siciliani. 



Viviana Nobile

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La Sicilia raccontata sulle coffe: la storia del brand Tizzini!

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Notabilis è particolarmente attratto dai personaggi che fanno dell’amore per la Sicilia la propria “stella polare”, e tra i pionieri di questo intento menzioniamo una tra le prime creatrici della coffa siciliana, la stilista catanese Tiziana Nicosia.

L’ispirazione perfetta per l’ideazione delle sue creazioni, Tiziana lo trova proprio nella sua amata Sicilia utilizzando nappe, cianciane, passamanerie e specchietti per la creazione della sua Regina, una coffa di palma nana, interamente fatta a mano in ogni giuntura e in ogni dettaglio. La stilista ha intrapreso la sua passione per la creatività handmade dalla mamma Adriana, decoratrice e pittrice. Da sempre con uno spiccato senso di osservazione, la giovane Tiziana scrutava attentamente il lavoro metodico degli artigiani nell’intreccio della paglia per la realizzazione delle coffe spartane di cui i muli ed i cavalli da soma venivano bardati. 

Alle volte le decorazioni delle coffe venivano attaccate con della colla, e ciò alla mente raffinata e innovatrice della Nicosia non andò a genio, iniziando ad acquistare i materiali con il poco budget a disposizione e mettendosi a lavoro. Da un’esperienza ventennale nella creazione di questo splendido simbolo della sicilianità, Tiziana ha trasformato un semplice strumento di lavoro in un accessorio di lusso, usufruendo di materiali pregiati come il pizzo francese nero, taffetà di seta e pelle.

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Alcune coffe di Tizzini, il cui brand è nato 7 anni fa, hanno delle rappresentazioni dipinte di scene prese dall’Orlando Furioso. La stilista ha voluto riportare sul dorso delle sue coffe-gioiello la storia e le gesta di questi paladini, utilizzando colori dai toni sgargianti e vivaci. 

«Non esiste qualcosa che non si può fare» afferma con ardore Tiziana, «si può realizzare tutto se lo si desidera veramente». E nonostante la stilista sia una donna modesta ed umile, forte di una grande determinazione e risolutezza, è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e progetti da realizzare. Prossimamente uscirà una linea di mobili in legno e oggetti di arredo dal sapore squisitamente “tizzinesco”, pezzi unici e lavorati interamente a mano. 

Dalla Sicilia con furore, Tiziana Saraceni ha già conquistato con la sua tenacia e la sua creatività, non solo i siciliani ma anche americani, giapponesi e clienti in tutto il mondo, vantando tra l’altro anche collaborazioni di pregio come Dolce & Gabbana.



Viviana Nobile

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Lovemà: Un’eccellenza della moda Made in Sicily

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Nel mondo della moda, il fast fashion e l’artigianato lottano ogni giorno per la conquista dei clienti e la promozione dei loro modelli nel campo della moda. Ma un brand di abbigliamento artigianale come Lovemà non cede terreno all’avanzamento del grande mercato industriale tessile, proponendo con orgoglio abiti esclusivi di qualità ed eleganza.

Martina Veneziani Loreto è una stilista catanese il cui marchio, Lovemà, fondato nel Novembre del 2015, è formato dalle iniziali dei due cognomi e del nome della creatrice. Questo brand è unico nel suo genere, poiché la giovane studentessa di economia aziendale, crea i suoi modelli direttamente sulla persona che dovrà indossarli, scegliendo con perizia i tessuti ed i filati che si adattino meglio alla sinuosità delle forme della cliente. Tra fantasie particolari, trame eclettiche e colori a contrasto, Martina inventa delle idee super versatili e moderne accostando in contemporanea lo stile personale e singolare della donna che sceglie di vestire Lovemà, e la creatività del suo genio.

Il logo del brand è una romantica rappresentazione di una dalia, fiore i cui petali dai colori sgargianti sono intensamente profumati, un pò come le clienti di Martina, il cui desiderio spesso è quello di valorizzare il proprio corpo con i toni e le sfumature giuste per evitare di nasconderlo dietro un triste nero.  

L’imprenditrice catanese ha pensato non solo alla gioia delle donne ma anche a quella dei loro bimbi, creando Lovemà Kids, apportando praticità e vivacità a pantaloncini, gonne anni ’50 e bluse per maschietti e femminucce. Il brand si propone di vestire anche le mamme con la stessa stoffa in coordinato con il bambino, ricercando materiali come il cotone e il jersey, unendo la praticità dell’indumento con la vivacità dei colori e degli intrecci.

Una realtà come quella di Lovemà si pone la prerogativa di surclassare la moda a basso costo e di scarsa qualità, favorendo l’instaurarsi di un rapporto quasi affettivo con il capo.




Viviana Nobile

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CLIMATE STRIKE: in Sicilia esiste la moda sostenibile?

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CLIMATE STRIKE - Tra le possibili opzioni attuabili per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento ambientale troviamo la raccolta differenziata dei rifiuti, il riuso di oggetti, una buona condotta civica, un consumo limitato dell’acqua o addirittura l’adozione di una dieta vegetariana piuttosto che onnivora. Alcuni siciliani più che imboccare una di queste vie, hanno scelto di sposare la causa investendo nel campo della moda “green”.

Adriana Santanocito e Enrica Arena, entrambe originarie di Catania, hanno ideato un processo che consente di trasformare il sottoprodotto dell’industria di trasformazione agrumicola in un raffinato tessuto tessile: Orange Fiber. Dall’aspetto serico, questo tessuto può essere stampato e colorato, unendo il desiderio di salvaguardare l’ambiente con l’esigenza modaiola di avere un capo sempre originale.

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Sulla stessa strada delle colleghe catanesi, a Palermo esiste una vera e propria rete di artigiani appartenenti al circuito ALAB - Associazione Liberi Artigiani Artisti Balarm tra i quali annoveriamo Tash Trash Mash di Gwena Cipolla, che produce borse e accessori in tessuto con pelle e materiali di riuso, Scucivola di Giulia Tortorici, che lavora materiali di riciclo il cui prodotto finale viene donato o venduto e CraftArt di Vincenza Guasto e Marco Marrone che riciclando e riusando materiali plastici e fibre tessili di legno, creano pezzi unici e di design.

Non lontano dal palermitano, a San Giuseppe Jato, il marchio “Tanto di coppola! Made in Sicily”, utilizza camice, cappotti, magliette e indumenti destinati a finire sul fondo dell’armadio o nella spazzatura, per creare delle originalissime coppole personalizzate.

«Si può fare!», urlava il dottor Frankenstein nel film di Mel Brooks Frankenstein Junior, come fanno gli artigiani, gli stilisti e i fashion designer siciliani che lavorano e investono nel settore con un occhio più green al futuro, attraverso la ricerca e la creazione di nuovi tessuti, fibre tessili vegetali e materiali eco sostenibili. Una moda green pronta a remare contro la tendenza al fast fashion.




Viviana Nobile

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CATANIA - UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA BELLEZZA CON DIEGO DALLA PALMA

CATANIA - Tra uno scrosciare di applausi e luminosi sorrisi, il 9 maggio scorso, si è concluso il talk Iqos Beauty Trends, l’evento che ha catalizzato l’attenzione del mondo glamour al Sal di Catania, per approfondire i concetti di fascino, collegati a quello della salute, con uno dei più famosi make – up artist italiani, Diego Dalla Palma, il quale ha messo disposizione del pubblico la propria esperienza.

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Un incontro riservato su invito,  ricco di emozione, promosso da IQOS, il prodotto smoke – free ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International. Una serata indimenticabile e molto partecipata. Al centro, l’evoluzione del make – up dagli anni ‘80 fino ad oggi: il suo valore culturale e sociale, la capacità di dettare nuovi trend, l’influenza esercitata sui consumi quotidiani fino l’avvento di nuove soluzioni sempre più green ed eco – friendly.

«Il motivo che mi ha spinto ad accogliere l’invito di IQOS è la convinzione che anche nel mondo della cosmetica l’innovazione sia un tema importante e naturalmente condiviso. Innovare significa accettare la sfida di cambiare e la mia esperienza professionale mi ha portato spesso di fronte alla scelta di nuovi prodotti, a cambiamenti dettati dai beauty trend, all’evoluzione delle tecniche adottate per rendere le donne sempre più belle», afferma Diego Dalla Palma.

In un’atmosfera luccicante e gioiosa il numeroso pubblico, composto da autorità cittadine, professionisti e i migliori esperti del settore beauty, ha avuto il grande privilegio di confrontarsi con il fuori classe nell’ambito della cosmesi internazionale.

Proprio la volontà di trasformazione è alla base della visione di Philip Morris International, che ha deciso di puntare su IQOS, dando il proprio contributo alla costruzione di un futuro senza fumo. 

Dall’invecchiamento della pelle alle macchie sui denti: tra i danni causati dal fumo anche quelli di natura estetica. Partendo dal mero cattivo odore, che può diminuire la gradevolezza della presenza in pubblico, esistono infatti anche altri segnali ben visibili dei danni prodotti dal fumo, come la perdita della lucentezza della pelle o l’ingiallimento di dita e denti, che possono penalizzare l’estetica di una persona. In Italia il fumo interessa più di 11 milioni di persone, poco meno la metà delle quali donne.

Sul palco presentato dal conduttore televisivo e giornalista Salvo La Rosa, anche il dottore Antonio Pacino, Odontoiatra presso la clinica Addendo di Catania, il quale ha affermato: «Nella mia Professione ogni giorno mi confronto con pazienti che hanno problemi generati dal fumo di sigaretta; i danni da fumo sui denti sono considerevoli e spesso molto visibili, indotti principalmente dalla combustione della sigaretta che incide significativamente sia sulla colorazione che sull’igiene orale».

Bellezza e salute, quindi, vanno di pari passo.


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Spisidda Design - Il brand che fa da "ponte" tra Messina e Reggio Calabria

BIOGRAFIA:

Sono Chiara Muzzupappa, una Designer di 27 anni. Sono nata e cresciuta a Reggio Calabria, ma mi sono trasferita a Milano dopo il diploma e qui ho conseguito la laurea in Design alla NABA. Da circa 2 anni ho lanciato il mio brand di moda: Spisidda Design.

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Progetto e realizzo a mano principalmente borse di legno con ricami ed incisioni interamente personalizzabili. La personalizzazione di ogni borsa può riguardare la forma, il disegno, i colori e/o l’incisione. Desidero arricchire lo stile delle mie clienti per farle sentire uniche e preziose grazie a prodotti personali che acquisiscono valore nel tempo.


Quando e come è nata l'idea di dare vita a Spisidda Design?

Spisidda Design è nata durante una serata tra amici nel marzo 2017, quasi come sfida. Mia sorella mi chiese di realizzare un micro ricamo che rappresentasse un gatto. Lei mi conosce bene e sa che sono una ragazza che non si tira mai indietro. Il gatto che realizzai sembrava più un topo, ma da quel momento qualcosa cambiò. Dopo la laurea avevo provato diversi lavori, ma avevo un forte bisogno di esprimere al massimo la mia personalità. Questo espediente mi ha dato la spinta per creare un brand di accessori artigianali per donna. L’idea che sta dietro Spisidda Design è quella di trasmettere due valori: personalizzazione e ereditarietà. Spisidda Design pone il cliente al centro: la borsa non è di valore perché è di marca, ma perché è tua, personalizzata, unica e tramandabile: una borsa che rafforza il suo valore nel tempo.


Spisidda: un termine siciliano per identificare un prodotto che ha molta personalità

Spisidda è legato alla mia infanzia: mia nonna mi ha sempre chiamata “Spisidda” fin da piccola e ancora oggi vengo chiamata così. Si tratta di un termine dialettale messinese che può rappresentare la scintilla, come quelle del fuoco: piccola ma piena di energia. Una “spisidda” racchiude tanta personalità, proprio come i miei ricami.

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Qual è il processo che precede la lavorazione delle borse e di quali materiali si compongono?

Prima della lavorazione viene la fase di progettazione. In generale, trovo ispirazione un po’ da tutto quello che mi circonda: la natura, le persone, le tendenze. Appena ricevo l’ispirazione riporto l’idea su disegno e poi lo lavoro al pc per creare il disegno tecnico. Molto spesso, cosa che adoro, le miei clienti sono protagoniste di questo processo: sono loro a fornirmi, per esempio, gli input per il disegno da ricamare sulla borsa! Infatti offro ad ogni cliente la possibilità di personalizzare la propria borsa: dalla forma, al ricamo, fino all’incisione di nome o iniziali. Oltre alla forma della borsa, progetto ogni singolo forellino che poi ricamo a mano per fare emergere il disegno. I materiali che prediligo sono il filo ed il legno, che mi piace definire “la mia materia“. Oltre ad essere materiali eco-friendly, il legno ed il filo si uniscono in un prodotto sensoriale.


Continui a ispirarti al sud per le tue creazioni?

Certo che si: sono affascinata dai paesaggi, dalle persone e dallo stile di vita del sud. Il meridione è una terra ricca di folklore, che sa sorprendere e che conserva una grande tradizione. Sono una grande estimatrice delle tecniche centennali del ricamo siciliano, come lo sfilato. Ho ripreso la tradizione del ricamo e l’ho applicata su di un materiale insolito quale il legno. Forte è il mio legame con il sud, come evidente nelle borse della nuova collezione Ex Voto dove uso colori accesi e disegni della tradizione.

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Sei nata e cresciuta a Reggio Calabria ma ora vivi a Milano. C'è la volontà di ritornare nella tua città natale?

Nonostante io abbia trascorso solo pochi anni a Milano, è mia convinzione che Milano sia la città più adatta per fare crescere Spisidda Design. Per quanto io ami la mia terra e ne tragga ispirazione, credo che Milano offra maggiori opportunità di crescita. Porto Reggio sempre nel mio cuore con nostalgia e per questo motivo sarei fiera di vedere i miei prodotti esposti in una vetrina in corso Garibaldi, un giorno.

Cosa porti del sud con te?

Prima di tutto il soprannome: Spisidda. Oltre a quello, porto con me i colori, le tradizioni e la storia del sud. Quando penso al sud affiorano nella mia mente i paesaggi, il sole, il mare, le caratteristiche feste popolari, i profumi, così come il lavoro ed il sacrificio. Da persona “del sud” condivido il sacrificio di doversi trasferire per inseguire i propri sogni, l’allontanarsi dagli affetti, il costruirsi un futuro coltivando la propria passione.


Una linea dedicata a ragazze e giovani donne. Quali i progetti in cantiere?

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Le mie ultime due collezioni, la Collezione Circus e la Collezione Ex Voto, sono dedicate tanto a bambine quanto a donne. Devo ancora completare il lancio della terza ed ultima borsa della Collezione Ex Voto (la pubblicherò tra pochi giorni!) ma sto già pensando a ciò che verrà dopo. Oltre al lancio del mio sito e-commerce, Spisidda Design, in questo periodo mi sto dedicando alla sperimentazione di materiali nuovi e forme insolite. Desidero anche instaurare partnership strategiche con negozi fisici a Milano e non solo.


Dove è possibile trovare ed acquistare le tue collezioni?

Le mie collezioni di borse sono disponibili sul sito www.spisiddadesign.com dove è anche attivo un buono sconto del 10% sul primo ordine con il codice GRAZIE10. La consegna è sempre gratuita in tutta Italia. In caso di dubbi o per richiedere la propria borsa personalizzata: mi trovate su Facebook e su Instagram.







Emilia Rossitto

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Kostumari - Il beachwear made in Sicily

KOSTUMARI

«Si deve rischiare ma scommettere sul territorio si può». Si chiamano Giorgia, Erika e Maurizio, un’insegnante di danza, una farmacista ed un architetto, hanno tra i 28 ed i 30 anni, ciò che li accomuna è una lunga amicizia che li lega da anni, nel caso di Erika e Giorgia sin dai banchi di scuola, ma soprattutto sono stati baciati da lungimiranza e senso pratico per gli affari. Stiamo parlando dei fondatori e creatori di Kostumari, un brand nato nel 2017 a Trapani dalla passione per la moda, ma anche per il territorio, che realizza con tessuti italiani una linea di costumi, rivolta sia alla donna che all’uomo, ispirati ai colori tipici della Sicilia. 

Nelle collezioni che i tre giovani hanno ideato non si troveranno di certo il tipico fico d’india o il carretto siciliano, ma i colori che si fanno espressione di un terra baciata dal sole e di uno stile di vita: quello vissuto l’estate sulle coste dorate dell’Isola.

«Facciamo tre lavori completamente diversi - ha raccontato Giorgia - ma volevamo creare qualcosa che rappresentasse il nostro territorio dato che ad accomunarci è anche la creatività. Abbiamo intrapreso questa esperienza tre anni fa. Il primo anno si è rivelato un anno di prova perché dovevamo anche apprendere delle nuove competenze affidandoci a delle sarte professioniste che lavorano nella provincia di Trapani. Dopo aver compreso che la linea stava suscitando un certo successo abbiamo deciso di incrementare la collezione con nuovi costumi. In un primo momento abbiamo mosso i primi passi con molta cautela, anche perché non sapevamo bene da dove iniziare, oggi invece siamo riusciti a definire meglio i ruoli che ognuno di noi ricopre all’intero dell’azienda». Le fantasie sono realizzate da Erika, che poi passa il testimone al reparto grafica per la rifinitura al computer. Anche la fase del confezionamento si svolge in Sicilia, per poi arrivare direttamente ai rivenditori, dei quali dieci solo sull’Isola ed uno a Roma . I costumi si possono trovare anche sull’e-commerce online (qui la mappa completa http://www.kostumari.com/contact-us/#locator).

Sin dall’inizio le idee erano ben chiare. «Non appena fondato il brand abbiamo subito espresso il desiderio di legarlo al territorio anche tramite le fantasie - ha detto Giorgia - , non proponendo una stampa del fico d’india ma piuttosto ispirandoci alle tonalità della nostra terra in modo tale che il brand stesso non diventasse un vincolo. Ogni collezione ad ogni modo è concepita per seguire le tendenze del momento»

Una passione non solo al femminile che si è fatta strada grazie ad una buona dose di curiosità.

«Io ed Erika da grandi appassionate di moda e di shopping online - ha proseguito Giorgia - abbiamo avuto modo, negli anni, di entrare a contatto con molti brand che si ispirano al territorio notando che, però, paradossalmente in Sicilia non era ancora stata creata un’intera linea di costumi ispirata ed allo stesso tempo realizzata sul territorio».

I tre ragazzi non abbandonano, però, le loro principali attività.

«Per via del poco tempo che abbiamo a disposizione - ha concluso Giorgia - siamo costantemente alla ricerca di nuove collaborazioni, prevalentemente giovani, o esperti esterni. Cerchiamo di contattare soprattutto i nostri coetanei anche per poter offrire un canale che rappresenti un modo creativo per esprimere il proprio lavoro. Gli esperti di cui ci avvaliamo, come del resto le altre collaborazioni, sono professionisti attivi nella zona di Trapani e Palermo. Stiamo crescendo ogni anno e ci stiamo perfezionando. Sappiamo che il tempo è una variabile necessaria affinché il brand si affermi e stiamo lavorando per questo. Finora abbiamo avuto modo di vendere tutto quello che avevamo realizzato e speriamo di continuare a procedere su questa strada».

É possibile, dunque, secondo i tre fondatori di Kostumari, scommettere sul territorio.

«Ai miei coetanei dico che rischiare, soprattutto nella nostra realtà sia fondamentale. Non siamo abituati a buttarci e a provare ma serve, non solo a noi stessi, ma anche al territorio di cui facciamo parte». 


Emilia Rossitto

©riproduzione riservata

Foto di Martina Rossi

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Palazzo Biscari ha ospitato l'Haute Couture made in Sicily

Catania - Il 25 marzo scorso, all’interno dell’incantevole dimora storia che è Palazzo Biscari a Catania, si è svolta una manifestazione che portato alla ribalta il meglio dell’alta sartoria made in Sicily. Stiamo parlando della prima edizione di Capsule di moda, che ha visto protagonisti alcuni tra i migliori e più innovativi brand siciliani di handmade ma di livello sartoriale, la quale si è tenuta all’interno della manifestazione “Pasquettando”, volta alla promozione dell’artigianato siciliano. 

L’iniziativa è stata prodotta da Filippo Mannino e il suo debutto in una sede d’eccezione, come Palazzo Biscari, è stato fortemente voluto da Silvana Bucceri, Presidente di Eventi In. Oltre mille spettatori sono accorsi ad assire alla sfilata di presentazione, ma non tutti hanno potuto, dato il numero limitato di posti. 

Ad aprire il fashion show sono state le creazioni di Lovemà, brand creato dalla giovanissima e talentuosa stilista Martina Veneziani, i cui outfit erano completati dalle borse dell’altrettanto giovane e talentuosa Lidia Mallia (che noi di Notabilis abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scorso anno). Quelli di Lovemà sono stati 12 outfit in stile ”ready to wear”, letteralmente pronti da indossare, caratterizzati però da una qualità decisamente sartoriale. A seguire la capsule collection dedicate al prêt-à-porter di Pleasure - Moda al Femminile, caratterizzate da uno stile boho chic ma anche facile da portare, adatto ad una donna versatile, che vuole essere comoda ma perfetta in ogni occasione. A completare i look le borse di Borbone Borse, dal gusto tipicamente mediterraneo, che richiama subito all’estate.

Oltre al prêt-à-porter, sono state presentate delle capsule di haute couture firmate Kea Atelier - Il Giardino Segreto, che ha portato in passerella la collezione “Calatinus”, nella quale la stilista ha espresso tutta la sua vena più creativa e sperimentale. È stato dato spazio anche alla moda maschile, il cui protagonista è stato il brand Millenia Uomo, che ha dato alle sue creazioni uno stile simil Cool Hunter. A completare tutti gli outfit i gioielli firmati HRU Gioielli – Raffaella Hawieh Urso Orafa e gli occhiali Gufo Design, brand siciliano che si sta facendo strada nel mondo degli accessori di moda. 

Dopo il sold out di questo primo appuntamento non resta che tenersi pronti per l secondo, che è già stato fissato per il mese di giugno e che interesserà la presentazione delle collezioni beachwear.

 

Francesca Brancato

© riproduzione riservata

Dolce&Gabbana omaggia Siracusa, con una shopping bag per I 2750 anni della città

I festeggiamenti per i 2750 anni della fondazione di Siracusa continuano in grande stile con l’omaggio che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno fatto alla città. L’annuncio era stato dato sul profilo Instagram di Stefano Gabbana, che manifestava tutto il suo orgoglio italiano.

Per tutto il mese di ottobre, infatti, in tutti gli store europei del famoso brand italiano, sarà possibile ricevere la shopping bag con la frase in italiano e in inglese “Siracusa: 2750 anni di storia da raccontare” sovrapposta ad uno scatto che raffigura uno scorcio di Ortigia e la Chiesa del Santo Spirito (opera del grande architetto Pompeo Picherali) viste dal mare. 

I due stilisti sono molto legati alla città aretusea, come dimostrano gli splendidi lampadari presenti nell’ingresso del Teatro Comunale, che sono stati donati tre anni fa, in occasione di una grande festa organizzata per il lancio di un nuovo profumo D&G. 

Afferma il vicesindaco di Siracusa Francesco Italia: “Un graditissimo omaggio a Siracusa da parte di un brand che dimostra di voler continuare a puntare sull’identità e sulla tradizione italiane. Una nuova, importante occasione di promozione per la nostra splendida città che, grazie anche all’anniversario di fondazione, continua ad essere protagonista confermando il suo grande appeal mediatico”.

Noi non possiamo che essere orgogliosi e contenti di un tale omaggio, all’insegna dello stile italiano, ma soprattutto siciliano.

 

Francesca Brancato

© riproduzione riservata

 

Autunno in Sicilia: gli anni ’70 raccontati dagli abiti di Elio Fronterrè

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Marzamemi - Ritornano gli anni ’70. Con uno sguardo al passato (nella dimensione personale e collettiva), Elio Fronterrè ha presentato la nuova collezione autunno/inverno tra le vecchie mura delle case di Marzamemi, testimoni degli stessi instancabili battiti del tempo, all’interno dello show “Passaggi di tempo”. 

Lo stilista, che nasce a La Spezia, si trasferisce da giovanissimo in Sicilia, terra dei suoi genitori. In Sicilia, nel suo piccolo mondo, ricco di una povertà contadina e di pescatori tatuati dal sole, muove i primi passi nella definizione del suo stile e della sua creatività. Da qui riesce a trasferire questo mondo nelle pieghe delle sue creazioni. 

Sulla passerella di piazza Regina Margherita, lo scorso 25 Agosto, si sono alternati musicisti, danzatori e modelle. Un vero e proprio fashion show ideato dall'art director Anna Fedele. 

«Se è vero – ha dichiarato Anna Fedele - che da quando si sono accese le stelle il tempo non torna indietro, questo non impedisce agli artisti di tornare indietro con la memoria, come con una melodia». Infatti è sull'orme del ritorno, del riavvolgimento e della nostalgia che Elio Fronterrè ha disegnato la sua nuova collezione, ritornando stilisticamente con i tessuti e le lineeagli anni ‘70. 

L'ispirazione originaria dello show nasce dalla nota canzone di The Divine Comedy "Lady of a certain age ". 

«Figura – ha continuato Fedele – che ha trovato in questo spettacolo la realizzazione di amanti perduti, sfarzosi velluti ormai impolverati e note di musiche lontane nella memoria. La realizzazione della fine».

All’evento hanno partecipato Gabriele Bosco, con la melodia del suo violino, i corpi danzanti dei ballerini Sofia Bordieri, Marco Cauchi e Daniele Caruso e gli abiti indossati dalle modelle Martina Costa, Elisa Cataudella, Elena Caruso, Valeria Mirabile, Federica Moncada, Giulia Scirica, Alice Fronterrè , Sofia Bordieri, Viola Fronterrè , Sofia Bordieri , Veronica Bordieri, Chiara Manescotto, Ludovica Lupo, Laura Usalla, Adelina Pignato. 

«Uno spettacolo – ha concluso Anna Fedele – diventato appuntamento fisso dell’estate e realizzato grazie alla preziosa collaborazione di Candida Luciano, Elbana Pantano, che ha partecipato in qualità di attrice, Mariella Arangio hair stylist, Sara Melfi makeup artist,  Denise Spicuglia shoes, vintage look store, Salvo Cavarra sound enginer, Lucrecia Maggio e Battista Dinatale». 

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Palermo tra moda, stile e glamour con Dolce e Gabbana

Palermo città della moda, sede di eventi super fashion, shooting fotografici con passerelle en plein air, esposizioni permanenti ed eventi blindatissimi? Sì, proprio così!  La maison Dolce & Gabbana ha scelto il capoluogo siciliano per “Alte Artigianalità”, l’attesissimo evento che si svolgerà dal 6 al 10 luglio, coinvolgendo diverse aree del centro storico. Moltissimi vip invaderanno la città, di cui si sanno ancora solo alcuni nomi (come Brad Pitt e Robert De Niro), mentre altri saranno svelati nei prossimi giorni.  Attesi gli operatori del settore, i professionisti dell’alta moda, oltre 50 giornalisti delle testate internazionali più importanti, come il Time, The Financial Times e The Wall Street Journal, tecnici, tanti curiosi e appassionati per il momento più alto dell’attività annuale della griffe, in cui saranno presentate le collezioni Alta Moda, Alta sartoria e Alta gioielleria, un evento che riveste carattere internazionale con enorme rilevanza mediatica e turistica (così come si legge nella delibera di giunta comunale che ha autorizzato la manifestazione).

Quattro giorni da sogno, tra sfilate blindatissime, cene di gala e party esclusivi. La Sicilia da sempre è stata musa ispiratrice per i due stilisti, i quali hanno riproposto più volte nei propri abiti e accessori gli agrumi, i carretti siciliani e molte altre caratteristiche tipiche della splendida isola. Inoltre soltanto qualche mese fa Dolce e Gabbana hanno scelto Cefalù e Pollina per pubblicizzare il rossetto "Miss Sicily", il mercato del Capo di Palermo come set per gli scatti delle ultime collezioni, Bagheria per lo spot del profumo "Dolce Rosa Excelsa", in cui avevano collaborato con Giuseppe Tornatore e vi aveva partecipato Sophia Loren. Tra gli eventi a cui sarà impossibile partecipare per i comuni mortali, sappiamo che i palermitani sprovvisti di invito potranno sbirciare almeno una sfilata, cioè  prevista sullo sfondo di piazza Pretoria.    

Giovedì 6 luglio

Ore 18.30: sfilata “Alta gioielleria Donna” a Palazzo Gangi, in piazza Croce dei Vespri.

Ore 21.30: cena di gala alla Gam e party con musica dal vivo fino alle 3 di notte

Venerdì 7 luglio

Dalle 11 alle 15: “Alta gioielleria Uomo” a Palazzo Mazzarino, via Maqueda 383. 

Ore 18.30 Sfilata donna “Alta Moda” in piazza Pretoria e in seguito cena di gala a Villa Igea con musica dal vivo e spettacolo pirotecnico in mare

Sabato 8 luglio

Sfilata “Alta Sartoria” a Monreale, Coinvolto dall’evento glamour l’intero centro storico (Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Guglielmo II, Duomo, via degli Agonizzanti, il Palazzo Arcivescovile e il Chiostro dei Benedettini)

Dal 4 al 10 luglio 

Il Comune metterà a disposizione gli spazi del Complesso monumentale Guglielmo II e del Giardino del Belvedere

Domenica 9 luglio

Gli eventi si sposteranno a Trabia 

Dal 6 al 10 luglio 

A Villa Igiea esposizione permanente delle collezioni “Alta gioielleria Donna e Uomo, Alta Moda, Alta Sartoria” 

Dal 5 al 10 luglio 

Alla Tonnara Florio “Pop up store Dolce & Gabbana” con le collezioni speciali prét a porter


Durante questi giorni, così frenetici, glamour e scintillanti, sono previsti per gli ospiti dei percorsi guidati tra le vie dei monumenti palermitani. Il Comune della città siciliana offrirà il patrocinio gratuito e l’utilizzo del logo per la promozione dell’evento.  

Alessandra Leone

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Un viaggio nel tempo al Parco Minerario Floristella e Grottacalda

IlParco Minerario Floristella e Grottacalda, grande museo a cielo aperto, si estende su una vasta area situata sulla confluenza delle superstrade che collegano Enna, Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe e Aidone.  Fu proprio questo luogo a ispirare la novella di Luigi Pirandello "Ciaula scopre la luna". Comprendendo delle aree minerarie di zolfo, oggi dismesse, è uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del Mezzogiorno, ricco di spunti culturali e naturalistici.

L'estensione complessiva del parco, di 400 ettari (di cui 200 sono corrispondenti al nucleo di Floristella e appartengono alla Regione Siciliana, mentre gli altri 200, che costituiscono il nucleo di Grottacalda, sono di proprietà privata), permette di fare un vero viaggio nel passato, fornendo una vera e propria "stratigrafia" delle diverse epoche e dei sistemi e tecniche d'estrazione e di fusione dello zolfo. Ancora oggi possono essere visti i calcaroni (forni circolari per la fusione e separazione dello zolfo dal materiale inerte, che sono stati utilizzati industrialmente intorno al 1850), i castelletti e gli impianti dei pozzi verticali (utilizzati in epoca recente per la discesa in sotterraneo), i forni Gill (sistema più moderno per la fusione dello zolfo, costruiti verso il 1880) e le discenderie (cunicoli semiverticali utilizzati in epoca preindustriale per raggiungere il giacimento). Su un'altura si erge il Palazzo Pennisi, antica residenza della famiglia proprietaria, che domina il complesso minerario di Floristella, creando, per la sua sontuosità e ricchezza architettonica, un forte contrasto e facendo capire subito al visitatore l'estremo divario sociale dell'epoca.

L'area è raggiungibile dall'autostrada A19 Palermo-Catania, con uscita allo svincolo di Mulinello.

Alessandra Leone

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Una pochette di seta per i 2750 anni di Siracusa

Saranno 275, in edizione limitata, le pochette da taschino create dal noto brand internazionale “Ortigia Sicilia” per festeggiare i 2750 anni della fondazione di Siracusa e che verranno vendute in Europa nei vari punti vendita del marchio.

Il fazzoletto, in pura seta, misura 45x45cm e rappresenta al centro i gattopardi e le palme, simboli caratteristici di “Ortigia Sicilia” (che fu fondata nel 2006 dalla signora Sue Townsend), mentre nel bordo è presente il simbolo realizzato per commemorare il 2750esimo anniversario di fondazione dello splendido comune siciliano, così ricco di storia, magia e poesia, che era la sede ideale per Platone per il suo Stato ideale, patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, dando tra l’altro i natali ad Archimede.

“Ringraziamo la signora Townsend e tutto lo staff della nota azienda, che già da diversi anni promuove con il proprio brand la nostra Ortigia in tutto il mondo, per aver da subito sposato l’idea di realizzare un’edizione limitata dedicata al nostro anniversario di fondazione e in tal modo avviato una collaborazione con Siracusa che spero possa continuare. Ciò contribuirà ulteriormente alla visibilità internazionale della nostra città in un anno particolarmente significativo - ha affermato il vicesindaco e assessore alla cultura di Siracusa Francesco Italia -  grazie anche al contributo del Comitato promotore “Siracusa 2750”, delle Istituzioni e associazioni culturali e sportive, e della accademia Made Design Rosario Gagliardi, che ha donato il logo utilizzato in tutta la comunicazione istituzionale e, per l'occasione, inserito insieme ad un breve testo celebrativo, nel disegno del fazzoletto”. 

Per la signora Townsend, Ortigia “ha qualcosa di speciale nella sua bellezza, la quale è insolita dal resto della Sicilia. La piazza del Duomo, una delle più belle nel mondo dove si può andare la sera per un aperitivo e vedere i bambini che giocano a calcio circondati dallo splendore barocco, con le maestose colonne dei templi greci e i vicoli che alternano palazzi nobiliari e religiosi, pieni di panni stesi… tutto questo contribuisce allo splendore del posto”. Tutto questo è Siracusa; tutto questo è Ortigia; tutto questo è storia e cultura. Ancora buon compleanno Siracusa!

 

Alessandra Leone

 

Louis Vuitton e i suoi 20 anni a Palermo: festa ed eventi con gli sciuscià

Il marchio Louis Vuitton domenica scorsa ha compiuto vent'anni di attività nella città di Palermo, festeggiando in grande stile con 48 ore di eventi. La boutique, inaugurata nel 1997, si trova in via Libertà, cuore pulsante della città e dello shopping, offrendo una vasta gamma di accessori, sia per uomo che per donna, e diversi prodotti legati al mondo del viaggio.

Tra sabato 20 e domenica 21 sono stati vari gli appuntamenti, come la presentazione della nuova collezione di borse e accessori “Masters”, realizzata in collaborazione con l’artista newyorkese Jeff Koons, la quale ha creato l’arte figurativa dei suoi dipinti “Gazing Ball” nei prodotti dell’amata casa di moda e le cui riproduzioni dei lavori di Da Vinci, Tiziano, Rubens, Fragonard e Van Gogh sono state trasferite sulle borse icona della maison, come la Speedy, la Keepall e la Neverfull, oltre ad accessori di piccola pelletteria e tessili.

Inoltre all'interno del punto vendita, 6 lustrascarpe (i cosiddetti”sciuscià”), alla loro prima uscita in grembiule e papillon, si sono alternati sul corner realizzato per l’occasione, naturalmente nei colori della maison, dando dimostrazione del loro savoir faire e svelando preziosi accorgimenti per la cura delle calzature. Questi 6sciuscià, lavoro così nobile e purtroppo ormai così raro, appartengono alla Cooperativa Shoeshine 2.0, recentemente costituita dalla Confartigianato Palermo. Entusiasta Nunzio Reina, presidente di Confartigianato, che si è mostrato ben felice “di partecipare a questo evento, che dà la possibilità ai nostri lustrascarpe di dimostrare la propria professionalità. Il fatto che una grande griffe ci abbia scelto conferma che degli antichi mestieri si sente la mancanza. Rivalutarli continua ad essere una delle priorità di Confartigianato”.

Ben mille e cinquecento gli invitati che hanno partecipato all'evento inaugurale, ma la lista dei vip non si è esaurita qui: presente anche uno degli artigiani più esperti della Manufacture de Souliers Louis Vuitton di Fiesso d’Artico, nella Riviera del Brenta, in Veneto, distretto mondiale dell’artigianalità manifatturiera della calzatura, che “con sapiente maestria, ha mostrato la realizzazione, interamente a mano, delle cuciture «goodyear »e «novergese», espressioni della più alta qualità artigiana", come hanno spiegato dalla casa francese.

Alessandra Leone

 

Un po’ di magia con Lidia Mallia

Credo che quando la stoffa c’è (e anche di stoffe in questo articolo si parla), se sei determinato e magari trovi anche le persone giuste che aiutano a far emergere le tue potenzialità e a credere che “il sogno realtà diverrà” (come cantava saggiamente Cenerentola in un ritornello fresco, romantico e orecchiabile, diventato simbolo del potere dei sogni), bhe… Hai delle ottime chance di ottenere successo e di fare ciò che ami nella vita! Ho conosciuto Lidia Mallia tramite i social (grazie a una amica) e da lì sono rimasta letteralmente affascinata dalle sue creazioni… Le ho trovate creative, eleganti, di gusto e sono rimasta colpita quando Lidia mi ha detto che ha soli 23 anni. Complimenti! (Alla faccia di chi dice che i giovani italiani sono bamboccioni…).

“Sono Lidia e mi occupo di progetti creativi! Ti auto nella scelta di un accessorio unico, realizzato appositamente per te o per qualcuno importante, mi occupo anche di scattare delle fotografie per il tuo business o ritratti e di progettare delle grafiche per tessuti e carta”. Così, in maniera semplice e diretta, la talentuosa giovane siciliana originaria di Francofonte si presenta sul proprio sito www.lidiamallia.com, tra colore e magia. Sì magia, perché, come lei stessa ammette, “È magia poter vedere un disegno che passa dalla carta ad un abito, ad una borsa, o appunti scritti diventare fotografia. Tante piccole magie quotidiane che cercano di alleggerire il peso della realtà e si trasformano in prodotti”. Ciascuno di noi, ovviamente a proprio modo, può creare piccole magie quotidiane! Basta crederci e volerlo davvero.

Cara Lidia, ci parli un po’ di te? Chi sei? Come ti definisci?

Sono una studentessa di ventitrè anni, siciliana, che non ha voglia di fuggire dalla propria terra e che cerca con tutte le forze di realizzare il proprio sogno qui dov’è nata. Mi definisco fotografa e artigiana, amante dell’arte in generale. Ho sempre avuto questa tendenza in qualsiasi fase della mia vita e infatti tutti i miei studi si sono sempre basati su questo. Adesso sto per concludere la mia carriera accademica in scenografia teatrale.

Quando e come hai iniziato a occuparti di progetti creativi?

Dal punto di vista lavorativo, dal 2009; come progetti personali, da sempre. Ho iniziato con la fotografia nel 2009, appassionandomi e sperimentando nuove tecniche, mentre nel 2015 ho acquistato la mia prima macchina da cucire ed è rifiorito l’amore che avevo da bambina per le stoffe. Ho approfondito e sperimentato vari modelli di accessori e adesso che ho ufficialmente aperto la mia attività sto utilizzando materiali pregiati, come la vera pelle e tessuti d’alta moda, cercando di avvicinarmi all’abbigliamento.

Cosa sognavi da piccola?

Da piccola avevo tante cose in mente, ma una cosa è rimasta sul serio. Dicevo: “Da grande voglio avere un negozio pieno di cose che realizzo, vestiti e oggetti”. Credo di averlo capito, anche dimenticato e adesso dopo vari giri so dove voglio andare.

“Non sopporto il disordine, amo il caos ordinato, ogni linea va raddrizzata. Maniaca del salmone, della mozzarella di bufala e del pistacchio (insieme formano una palette meravigliosa)... Fotografare, cucire borse, disegnare tessuti e inventare una storia per ognuno di loro”: queste le tue parole che si leggono sul sito www.lidiamallia.com. Ci racconti una tua giornata tipo?

Non sono mai stata mattiniera… La mia sveglia è intorno alle 8.30, preparo il caffè e ritorno sotto le coperte per stare altri trenta minuti in assoluto silenzio mentre lo sorseggio dalla mia tazzina preferita a forma di bacio perugina. Vado a lavoro alle 10 e ritorno a pranzo alle 14, per poi ritornare al laboratorio alle 16. Alcuni pomeriggi o mattine rimango a casa a studiare. In base agli impegni mi organizzo. La sera guardo un film o vado da qualche parte. Comanda la stanchezza!

Qual è per te il fil rouge che lega la fotografia, il cucire borse e il progettare delle grafiche per tessuti e carta?

Ho capito che sono le mie passioni: tutte e tre le cose sono fondamentali e riescono a non rendermi statica. Anche se ho i miei riti quotidiani, non sopporto seguire troppo degli schemi; mi piace variare e distribuire le mie passioni in questo modo. Se una mattina non avrò nessuna ispirazione per realizzare nuovi tessuti, starò a cucire qualcosa; quando nessun modello mi soddisferà, spegnerò la macchina da cucire e fotograferò dei prodotti per lo shop online. Mi piace vedere stampati su tessuto i miei disegni o le mie fotografie, come la collezione “Giardino di Notte”, in cui ho fotografo una serie di fiori su fondo nero e realizzato una collezione che ancora adesso produco, perché ha riscontrato parecchio successo. Bisogna sempre esplorare, non darsi per vinti e studiare.

Come sono le tue clienti? Solitamente cosa cercano?

Le mie clienti cercano l’esclusività, adorano poter avere qualcosa realizzato appositamente per loro e io cerco di rendere al meglio i loro desideri.

Che tipo di rapporti instauri con loro?

Con molte di loro siamo diventate amiche, con altre siamo in contatto per scambiarci consigli e sono ritornate spesso per altri lavori o regali per le amiche.

Sei amante del vintage e delle “cose piene di storia”, come scrivi sempre sul tuo sito. Da dove proviene questa passione? Te l’ha trasmessa qualcuno?

No, nessuno. Mi affascina l’idea di un oggetto che racconta qualcosa, che ha vissuto una determinata epoca; il suo odore, il colore che con il tempo è svanito. Immagino chi lo ha avuto prima di me, perchè lo ha scelto.

A chi ti senti di dire grazie?

L’elenco sarebbe davvero lungo! Durante tutta la mia vita, anche se ancora so di essere molto giovane, le persone che ho conosciuto mi hanno tutte insegnato qualcosa; nel bene e nel male ho assimilato le esperienze, le critiche e i consigli che mi hanno portata fin qui.

Sei felice, cara Lidia? Cosa speri per il futuro?

Con questa domanda mi hai fatto pensare a una fotografia che scattai nel 2010 e che una mia amica tiene appesa in camera sua. Sì, sono felice. Per quanto riguarda il mio futuro non lo so, sicuramente spero di crescere professionalmente, magari aprire quel famoso negozio che sognavo da bambina. Per adesso mi godo il mio nuovo posto a forma di mansarda.

Alessandra Leone

Mariella Di Miceli: la sua creatività, la sua arte del reinventare

Carta, plastica, bottoni, cerniere, contenitori per alimenti, perline, cristalli: questi e molti altri i materiali utilizzati da Mariella Di Miceli per il suo brand “Mariella Di Miceli Unique Accessories”. Con mani sapienti ed esperte, quasi per magia la Di Miceli crea incredibili accessori e borse, “alternativi” ai classici bijou. Ecco a voi, allora, l’arte del reinventare, del riciclo, del dare anima a ciò che molti considerano “da buttare”, ma che occhi attenti e creativi sanno dare nuova vita. Una vita più fashion! Originaria di Palermo, è una delle eccellenze siciliane nell’ambito della moda, mettendo in tutto ciò che fa amore, passione, rispetto dell’ambiente e di ciò che la circonda. Siamo davanti a una grande abilità tecnica, ma non solo: un innato gusto, con originalità e fantasia nella scelta dei materiali e dei colori, rendendo così ogni oggetto unico e speciale. In una società in cui si parla sempre più spesso di globalizzazione, anche riguardo allo stile, e in cui si sembra vestiti tutti alla stessa maniera, si cerca di esprimere il proprio modo di essere anche attraverso ciò che si indossa, anche attraverso i particolari e gli accessori che possono fare (e fanno!!!) la differenza.

Gentile Mariella, ci parla del suo percorso? Come è arrivata a diventare designer di accessori del brand "Mariella Di Miceli Unique Accessories"?

Sono nativa di Palermo, ma risiedo nel paese Gioiosa Marea. Inizio a produrre i miei monili quattro anni fa, quasi per gioco, ma la mia creatività mi ha portato via via verso una ricerca incessante di materiali, colori e tecniche sempre più elaborate e originali.

Cosa sognava e com’era da piccola?

Ero una bambina molto buona e sognavo di diventare una storica o una giornalista; la cosa che mi piaceva era analizzare un evento di ogni genere, una parola, il suo significato. Non sono mai stata e non lo sono tutt'ora una persona superficiale.

Da cosa è influenzata nella creazione delle sue produzioni? Cosa la ispira?

Quando intraprendo qualcosa non riesco a essere superficiale, ma mi soffermo a comprendere il significato. Prima lo facevo con i libri e le enciclopedie; adesso questa voglia di conoscere e apprendere si manifesta nei miei lavori, nell'attenzione nella scelta del materiale, nel combinare colori, nell'osservare il gioello finito.

Lei riesce a trasformare materiali poveri in oggetti più preziosi come monili e borse, quest’ultime realizzate con carta intrecciata a mano, utilizzando tecniche diverse. Può spiegare ai nostri lettori in cosa consistono queste tecniche?

La tecnica della carta intrecciata è una tecnica che esista da tanti anni; la cura e l'attenzione dell'artista fa diventare una tecnica comune la propria tecnica. Le borse sono l'esempio della mia ricerca continua di materiali sempre più preziosi, mentre i monili hanno avuto una trasformazione totale nella scelta dei materiali, che si allontano da quelli poveri di partenza.

L’essere siciliana è stato per lei un vantaggio o ha avuto più difficoltà nel farsi strada?

È stato un vantaggio al 100% perchè sono sempre stata presentata come creatice Made in Sicily e perchè sono sempre più convinta che la Sicilia sia una fonte inesauribile d’ ispirazione.

Cosa le hanno lasciato esperienze come Casa Sanremo Fashion (area destinata alla moda, in cui si alterneranno sfilate di stilisti emergenti e grandi firme italiane) o la Fashion Week di Montecarlo a cui ha partecipato lo scorso anno?

Casa Sanremo Fashion è stata un'esperienza bellissima, fatta di emozioni e ansie da principiante. È l'esperienza che mi ha permesso di essere invitata alla Fashion Week di Montecarlo, dove l'impegno e la fatica del lavoro fatto in precedenza spariva nel vedere le modelle sfilare coi tuoi gioielli. Lo stesso sta succendo adesso per la Fashion Week, che si terrà a Roma il 6 ed il 7 Aprile.

A suo parere, gli accessori fanno la differenza in un outfit?

Decisamente! Sono indispensabili. È come una tela senza cornice… Non lo chiamerai mai quadro!

A chi si sente, oggi, di dire grazie?

Alla mia famiglia e alle mie amiche che hanno sempre creduto in me. Inoltre vorrei ringraziare l’associazione palermitana Art Nobless, che nasce per valorizzare e far conoscere un ricco ventaglio di bellezze artistiche della Sicilia.

Alessandra Leone

La ragazza dello Sputnik: le mie passioni, la mia vita

“La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani” (John Lennon)

Credo che questa frase si sposi perfettamente a Carla Cugno Garrano, meglio conosciuta come “La Ragazza dello Sputnik”, che da archeologa e con idee completamente diverse per il proprio futuro ha scoperto per caso una passione che le ha cambiato la vita. Quando nasce un amore, un amore vero, che sia lavorativo o personale, anche se è inaspettato c’è sempre una grande voglia di fare e vedi ciò che ti circonda da un’altra prospettiva. Ma attenzione! Sono indispensabili il coraggio (tanto) e la determinazione (tantissima)! Senza questi ingredienti, probabilmente una ricetta ottima sulla carta, diventerebbe nella realtà una vera schifezza… Non è il caso di Carla, che ha tutte le carte in regola: oltre all’empatia con le sue clienti, possiede un’innata simpatia, gusto e creatività. La sua strada era, è e sarà il cucito. Le sue creazioni, molto apprezzate sul web (scoprite il sito http://laragazzadellosputnik.bigcartel.com/), riscuotono sempre più successo. Noi di Notabilis abbiamo avuto il piacere di intervistarla e, dopo una chiacchierata, ci ha conquistato con il suo modo di fare e le auguriamo di cuore di realizzare i propri sogni.

Cara Carla, alias “La Ragazza dello Sputnik'', ci parli un po’ di te? Come è nata la passione per le stoffe e il cucito?

Sono una ragazza di 33 anni nata e cresciuta in Sicilia, terra che amo immensamente e dalla quale, nonostante i mille progetti di partenze e fughe, non sono mai riuscita ad allontanarmi. Sono laureata in archeologia e fino a pochi anni fa il mio mondo era diametralmente opposto a quello di adesso. L'amore per il cucito è nato per gioco e ancora oggi ringrazio il destino per avermi fatto prendere in mano un ago, un giorno di dicembre di 4 anni fa, perchè quel giorno è cambiata la mia vita ed ho finalmente scoperto cosa voglia dire avere una passione che ti fa battere il cuore. Da quel momento non ho mai smesso di cucire neppure per un giorno e, passo dopo passo, sono riuscita a costruire questa realtà, piccolissima, che però costituisce tutto il mio mondo, “La Ragazza dello Sputnik”, il mio marchio indipendente di accessori per donna e per bimbi interamente realizzati a mano. Oggi vivo felice nella mia luminosa mansardina sul mare, col mio cane, il mio gatto e la mia macchina da cucire, tre inseparabili compagne di vita per me. Ho messo la laurea nel cassetto e faccio l'artigiana.

Perché hai scelto questo nome?

Il nome della mia attività è, in origine, il titolo di un libro di Murakami, autore giapponese contemporaneo a cui sono particolarmente legata sin da quando ero adolescente. Lo usavo già da tempo sui social e l'ho mantenuto per il mio brand. Il libro racconta di una storia d'amore tra due persone che si girano intorno come un satellite fa col suo pianeta e questa immagine, che trovo molto romantica, mi ha fatto pensare al processo creativo, il momento in cui un artista gira intorno ad un'idea prima di darle vita. Ecco che l'attinenza mi è sembrata perfetta ed ho deciso che “La Ragazza dello Sputnik” fosse il nome giusto. E poi io vivo con la testa tra le nuvole e anche per questo motivo mi sembra che il nome calzi a pennello!

Cosa ispira tue creazioni? La Sicilia ha un’influenza in un certo senso (ad esempio nei colori…)?

Sono una persona molto curiosa e traggo ispirazione da tutto quello che mi circonda. Amo guardarmi intorno, curiosare con gli occhi. La Sicilia ha certamente un ruolo fondamentale nei miei processi creativi: i colori della mia terra mi riempiono gli occhi ogni giorno quando mi affaccio dalla terrazza e, anche se non sarei in grado di trovare una connessione diretta tra questa meravigliosa isola e le mie creazioni, so per certo che se non vivessi circondata da tanta bellezza non riuscirei a sentirmi cosi ispirata.

Quali sono le tue creazioni più richieste?

Tra i miei lavori, i più richiesti sono certamente le borse da donna. Amo studiare dei modelli versatili e comodi per chi, come me, ha una vita dinamica e mille diverse esigenze da fronteggiare durante la giornata. Uno dei modelli più amati è “La cicala”, uno zainetto in similpelle che all'occorrenza può essere usato come tracolla o cartella e che si può personalizzare grazie ad una pochette/tasca esterna intercambiabile.

In un mondo globalizzato, in cui molti usano le stesse cose perché fanno tendenza, noti da parte delle tue clienti la volontà di essere uniche e di distinguersi?

Certamente l'approccio di chi mi scrive è proprio quello di chi cerca un prodotto unico che lo rappresenti e al tempo stesso lo faccia distinguere. Noto molta attenzione, al giorno d'oggi, verso i prodotti di artigianato e una grande consapevolezza, da parte di chi acquista, verso tutto ciò che è racchiuso dietro un oggetto fatto a mano. Io, in particolar modo, amo molto parlare e raccontare di me attraverso i miei canali social e mi accorgo che le persone apprezzano moltissimo il fatto di poter conoscere chi si cela dietro l'articolo che decidono di acquistare. In fondo comprare da un artigiano è un atto di grande fiducia e la fiducia richiede conoscenza. 

A chi ti senti oggi di dire grazie?

A chi mi sento di dire grazie? Beh, non ho dubbi, a mia madre in primis. Senza di lei non sarei ciò che sono oggi: mia madre è la persona che in questi 33 anni mi ha sempre ispirata, sostenuta, protetta, incoraggiata... Ha esultato per le mie conquiste e mi ha spronato a ritentare sempre dopo un fallimento; ha creduto più lei in me di quanto non abbia mai fatto io. Ringrazio poi mio fratello, la persona per cui provo l'amore più puro e incondizionato che si possa provare nella vita, uomo dolcissimo e presenza costante nella mia vita, nonostante la distanza che da anni ci separa per scelte di vita che ci hanno portati ai diversi capi dell'Europa. E ringrazio Leonardo, il mio compagno, perchè il suo amore ha portato nuova linfa nella mia vita e mi regala ogni giorno sorrisi e tuffi al cuore.

Cosa speri per il futuro?

Per il mio futuro ho sogni modesti. Non sono mai stata una persona particolarmente ambiziosa. Sogno una vita serena con Leonardo, dei bimbi che scorazzano per casa, i miei amici a 4 zampe sempre al nostro fianco e magari, perchè no, un laboratorio più grande ed organizzato.

Alessandra Leone

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Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai?

“Giovà, alla prossima sorpresa così denunciala”. Così la nota giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli scrive nel suo profilo facebook a un poco sobrio augurio di compleanno: una giovane fidanzata per i 18 anni dell’amato ha avuto l’idea di affittare spazi pubblicitari, sui quali affiggere pomposi manifesti con tanto di foto da tronista per augurargli buon compleanno. Questo succede a Catania. Questo succede nel meridione da un paio d’anni. Usanza valida per gli sposi, per i battesimi, per prime comunioni, per ricorrenze importanti e chi più ne ha più ne metta. Una pratica ormai ampiamente diffusa. Insomma… Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai? Spostiamoci per un attimo in una città del nord: vi immaginate in una Milano, lungo la statale, un cartellone del genere? Meglio non pensarci… Qualche tempo fa aveva riscosso scalpore e polemiche il manifesto di sei metri per tre esposto in provincia di Catania, in cui i genitori annunciavano urbi et orbi che il loro bambino sarebbe stato battezzato, scrivendo “Questa creatura meravigliosa è… cosa nostra”. La frase molto discutibile, accanto al piccolo con una coppola storta secondo la più convenzionale iconografia del mafiosa, risultava un inequivocabile “inno alla mafia”. Questi sono soltanto due esempi dell’evoluzione (o involuzione) dello stile siciliano. Da cosa è scaturita questa moda? Forse da un film o da una persona con molta fantasia? C’è bisogno di essere così egocentrici per gridare al mondo la proprio felicità e i propri auguri? Sono passati di moda gli abbracci, un regalo, un bigliettino, un messaggio o gli inviti vecchia maniera? L’unica cosa che ho in mente in questo momento e che direi è solo “AAA cercasi (cerca sì), storie dal gran finale, sperasi (spera sì), comunque vada panta rei and singing in the rain”. Alessandra Leone