CLIMATE STRIKE: in Sicilia esiste la moda sostenibile?

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CLIMATE STRIKE - Tra le possibili opzioni attuabili per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento ambientale troviamo la raccolta differenziata dei rifiuti, il riuso di oggetti, una buona condotta civica, un consumo limitato dell’acqua o addirittura l’adozione di una dieta vegetariana piuttosto che onnivora. Alcuni siciliani più che imboccare una di queste vie, hanno scelto di sposare la causa investendo nel campo della moda “green”.

Adriana Santanocito e Enrica Arena, entrambe originarie di Catania, hanno ideato un processo che consente di trasformare il sottoprodotto dell’industria di trasformazione agrumicola in un raffinato tessuto tessile: Orange Fiber. Dall’aspetto serico, questo tessuto può essere stampato e colorato, unendo il desiderio di salvaguardare l’ambiente con l’esigenza modaiola di avere un capo sempre originale.

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Sulla stessa strada delle colleghe catanesi, a Palermo esiste una vera e propria rete di artigiani appartenenti al circuito ALAB - Associazione Liberi Artigiani Artisti Balarm tra i quali annoveriamo Tash Trash Mash di Gwena Cipolla, che produce borse e accessori in tessuto con pelle e materiali di riuso, Scucivola di Giulia Tortorici, che lavora materiali di riciclo il cui prodotto finale viene donato o venduto e CraftArt di Vincenza Guasto e Marco Marrone che riciclando e riusando materiali plastici e fibre tessili di legno, creano pezzi unici e di design.

Non lontano dal palermitano, a San Giuseppe Jato, il marchio “Tanto di coppola! Made in Sicily”, utilizza camice, cappotti, magliette e indumenti destinati a finire sul fondo dell’armadio o nella spazzatura, per creare delle originalissime coppole personalizzate.

«Si può fare!», urlava il dottor Frankenstein nel film di Mel Brooks Frankenstein Junior, come fanno gli artigiani, gli stilisti e i fashion designer siciliani che lavorano e investono nel settore con un occhio più green al futuro, attraverso la ricerca e la creazione di nuovi tessuti, fibre tessili vegetali e materiali eco sostenibili. Una moda green pronta a remare contro la tendenza al fast fashion.




Viviana Nobile

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Dolce&Gabbana omaggia Siracusa, con una shopping bag per I 2750 anni della città

I festeggiamenti per i 2750 anni della fondazione di Siracusa continuano in grande stile con l’omaggio che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno fatto alla città. L’annuncio era stato dato sul profilo Instagram di Stefano Gabbana, che manifestava tutto il suo orgoglio italiano.

Per tutto il mese di ottobre, infatti, in tutti gli store europei del famoso brand italiano, sarà possibile ricevere la shopping bag con la frase in italiano e in inglese “Siracusa: 2750 anni di storia da raccontare” sovrapposta ad uno scatto che raffigura uno scorcio di Ortigia e la Chiesa del Santo Spirito (opera del grande architetto Pompeo Picherali) viste dal mare. 

I due stilisti sono molto legati alla città aretusea, come dimostrano gli splendidi lampadari presenti nell’ingresso del Teatro Comunale, che sono stati donati tre anni fa, in occasione di una grande festa organizzata per il lancio di un nuovo profumo D&G. 

Afferma il vicesindaco di Siracusa Francesco Italia: “Un graditissimo omaggio a Siracusa da parte di un brand che dimostra di voler continuare a puntare sull’identità e sulla tradizione italiane. Una nuova, importante occasione di promozione per la nostra splendida città che, grazie anche all’anniversario di fondazione, continua ad essere protagonista confermando il suo grande appeal mediatico”.

Noi non possiamo che essere orgogliosi e contenti di un tale omaggio, all’insegna dello stile italiano, ma soprattutto siciliano.

 

Francesca Brancato

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