In Sicilia gli abiti da sposa sono firmati Alfina

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Lo Stile -  Il matrimonio è uno degli eventi più attesi dalle donne che desiderano coronare il loro sogno d’amore e la moda dedicata agli abiti da sposa è un settore oberato da stili, modelli e opzioni sempre più diversificati tra loro. Oggi Notabilis vi parla di una giovane imprenditrice siciliana, la cui arte sartoriale e stilistica ha già conquistato il cuore delle neo spose che hanno scelto i suoi abiti: Alfina.

Cresciuta in un ambiente nel quale si è sempre respirata la moda, sin da bambina, rimane affascinata dal lavoro svolto dalla nonna materna nell’imbastitura e cucitura di gonne e altri modelli. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Moda e del Costume all’Università Sapienza di Roma, frequenta un corso privato alla KOEFIA - Accademia di Alta Moda. Subito dopo frequenta degli stage in notabili case di moda italiane, dove avrà la possibilità di distinguersi come modellista. Forte di un ampio bagaglio d’esperienze, nell’Ottobre del 2012 nasce il brand “Alfina”, la cui filosofia di produzione è mirata all’haute couture degli abiti da sposa handmade

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La sposa che propone l’imprenditrice siciliana è una donna determinata, sicura di sé e che desidera un abito dalla qualità e dal carattere inimitabile. Tutti gli abiti di Alfina sono pezzi unici: «E’ il tessuto scelto per l’abito a parlarmi, a suggerirmi con la sua morbidezza e il tocco, la via più corretta per plasmarlo», afferma la stilista. A seconda del modello e del bozzetto disegnato e scelto insieme alla cliente, Alfina suggerisce i tessuti, le forme e i disegni che più si adattano alla silhouette e al carattere della sposa. 

«Non utilizzo mai il bianco ottico poiché adoro il bianco naturale della seta», dice, «prediligo un pizzo rebrodè, più grossolano per un matrimonio bucolico e all’aperto, mentre per uno stile più da sala preferisco utilizzare il pizzo francese dal tocco romantico». 

Tra tutti i modelli di abiti da sposa realizzati a mano da Alfina c’è un filo conduttore inconfondibile, che salta subito all’occhio: il marchio Alfina è stampato nel cuore di ogni abito. 

Per scoprire nel dettaglio le collezioni proposte dal brand vi invitiamo a visitare il sito www.alfinafisicaro.it





Viviana Nobile

©riproduzione riservata

I sogni son desideri…

Si sa che le donne solitamente hanno una marcia in più e quando desiderano veramente una cosa, non si fermano davanti a niente. È il caso di una piccola grande donna messinese, che grazie alla forza di volontà, alla caparbietà e al genio creativo e imprenditoriale ha realizzato il suo sogno: quello di creare abiti da sposa, facendola sentire una principessa per il suo giorno più bello. L’azienda Amelia Casablanca è oggi una griffe ormai nota nel mondo, consolidata in decenni di impegno costante, in cui le parole d’ordine sono lusso, ricercatezza e stile. Di certo non saranno mancate le difficoltà durante il lungo cammino, soprattutto nella fase iniziale, ma questo fa parte della vita: se ne esce sempre più forti e con maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità e unicità. Nell’intervista Giovanni Palella ci racconta come lui e i suoi fratelli siano cresciuti con una madre così speciale, in un’atmosfera magica e come abbiano deciso di seguire le stesse orme per far crescere l’azienda. Inoltre ci ha parlato ovviamente degli abiti da sposa, che devono rispecchiare la personalità della donna in questione: largo allora a romanticismo, eleganza, sobrietà, semplicità o fantasia, corpetti, bustier, applicazioni floreali o luccicanti cristalli, pregiati tulle, raso, pizzo e tanto altro. Tutto dipende da ciò che si vuole e da ciò che si è. Perché il giorno del matrimonio deve essere speciale. Indimenticabile.

Gentilissimo, sappiamo che la vostra azienda “Amelia Casablanca”, griffe ormai nota in tutti i continenti e tra le più rinomate nell'ambito della moda sposa, è nata grazie alla caparbietà di sua madre, realizzando il suo sogno di bambina. Come la vedevate lei e i suoi fratelli da piccoli?

Con gli occhi dei bambini, meravigliati ancora oggi a dispetto dell’età, della sua freschezza, delle idee e della sua vivacità creativa non comuni. Ancora oggi ci chiediamo se questo sia un privilegio o una responsabilità, ma noi siamo di parte quindi…

Voi fratelli avete sempre pensato di lavorare nell’azienda di famiglia, dando ciascuno il proprio contributo?

Abbiamo sempre pensato che a ogni privilegio corrisponda una responsabilità. Per questo negli anni Giovanni ha affiancato Amelia nella produzione sartoriale, mentre Antonino e Fabio si sono occupati di amministrazione e pubbliche relazioni.

Come nasce un abito da sposa? Cosa c’è dietro queste magiche creazioni?

L’idea, il progetto, che spesso parte da un archetipo che poi diventa prototipo. La ricerca dei materiali di elevatissima qualità e i relativi accostamenti. Vi pare poco?

Da cosa siete ispirati e come consigliate le clienti che vengono a farsi consigliare da voi?

Dal canto nostro cerchiamo di trarre qualche spunto dal nostro “senso psicologico”. Alle clienti è sempre richiesto di rimanere coerenti con il proprio modo di essere, con la propria personalità nel vestire l’abito che corona il sogno della vita di ogni donna. Il resto viene da sé.

Cosa andrà in voga quest’anno? Quali sono le caratteristiche degli abiti del 2017?

Sempre coerenti alle linee che contraddistinguono un abito firmato Amelia Casablanca, anche per il 2017 l’azienda punta sul romanticismo del taglio, impreziosito dall’intramontabile pizzo francese, quest’anno tornato prepotentemente di attualità.

Quanto è complicato creare un brand e farsi strada, partendo dalla Sicilia?

Complicatissimo, ma non impossibile. Purtroppo se c’è l’estro e la fantasia, spesso non ci sono le risorse finanziarie e viceversa. Difficile far coesistere le due caratteristiche. Se questo accade (perché accade!), le affermazioni non tarderanno ad arrivare.

Quali sono i vostri progetti per il futuro ed eventi a cui parteciperete?

Consolidare il nostro posizionamento nel mercato mondiale dell’abito da sposa nel segmento del lusso. Cerchiamo di farlo da qualche decennio, con discreti risultati. Le nostre prossime sfilate saranno Milano e Parigi.

Com’è stata l’esperienza con i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catania, che quest’anno hanno avuto l’opportunità di tre stage su iniziativa della cattedra di Storia del Costume diretta dalla professoressa Liliana Nigro? stato il primo anno di collaborazione con l’Accademia?

Abbamo trovato un ambiente serio e motivato, con dei ragazzi meravigliosi e con tanta voglia di fare, con grandi prospettive di crescita. La professoressa Liliana Nigro se la conosci ti contagia (E in effetti ce ne siamo resi conto durante l’intervista al nostro giornale.Leggetela su )

Cosa consiglia a chi oggi ha il sogno di creare una propria casa di moda?

Intanto, anche se apparentemente scontato, mai come in questo caso il vecchio adagio popolare consiglia di fare la classica gavetta. È la migliore palestra che rafforza i muscoli e conferisce la giusta tempra. Poi dedizione e tanta voglia di fare. Insomma…. Imparare l’arte!

Alessandra Leone