In Sicilia gli abiti da sposa sono firmati Alfina

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Lo Stile -  Il matrimonio è uno degli eventi più attesi dalle donne che desiderano coronare il loro sogno d’amore e la moda dedicata agli abiti da sposa è un settore oberato da stili, modelli e opzioni sempre più diversificati tra loro. Oggi Notabilis vi parla di una giovane imprenditrice siciliana, la cui arte sartoriale e stilistica ha già conquistato il cuore delle neo spose che hanno scelto i suoi abiti: Alfina.

Cresciuta in un ambiente nel quale si è sempre respirata la moda, sin da bambina, rimane affascinata dal lavoro svolto dalla nonna materna nell’imbastitura e cucitura di gonne e altri modelli. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Moda e del Costume all’Università Sapienza di Roma, frequenta un corso privato alla KOEFIA - Accademia di Alta Moda. Subito dopo frequenta degli stage in notabili case di moda italiane, dove avrà la possibilità di distinguersi come modellista. Forte di un ampio bagaglio d’esperienze, nell’Ottobre del 2012 nasce il brand “Alfina”, la cui filosofia di produzione è mirata all’haute couture degli abiti da sposa handmade

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La sposa che propone l’imprenditrice siciliana è una donna determinata, sicura di sé e che desidera un abito dalla qualità e dal carattere inimitabile. Tutti gli abiti di Alfina sono pezzi unici: «E’ il tessuto scelto per l’abito a parlarmi, a suggerirmi con la sua morbidezza e il tocco, la via più corretta per plasmarlo», afferma la stilista. A seconda del modello e del bozzetto disegnato e scelto insieme alla cliente, Alfina suggerisce i tessuti, le forme e i disegni che più si adattano alla silhouette e al carattere della sposa. 

«Non utilizzo mai il bianco ottico poiché adoro il bianco naturale della seta», dice, «prediligo un pizzo rebrodè, più grossolano per un matrimonio bucolico e all’aperto, mentre per uno stile più da sala preferisco utilizzare il pizzo francese dal tocco romantico». 

Tra tutti i modelli di abiti da sposa realizzati a mano da Alfina c’è un filo conduttore inconfondibile, che salta subito all’occhio: il marchio Alfina è stampato nel cuore di ogni abito. 

Per scoprire nel dettaglio le collezioni proposte dal brand vi invitiamo a visitare il sito www.alfinafisicaro.it





Viviana Nobile

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La paglia come protagonista del brand siculo SARTA

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Lo Stile - Uno dei ricordi che sicuramente caratterizzano la memoria di tutti i nati e cresciuti in Sicilia, è la classica borsa di paglia che la nonna utilizzava per il mare. La paglia è sempre stato un materiale largamente lavorato nella nostra isola e usato per creare nasse da pesca, cappelli e persino materassi. Ma nella terra sicula contemporanea, donne come Giorgia Gaeta, hanno usufruito di un materiale come la paglia di Vienna per creare basket, pochette e clutch. 

Giorgia, palermitana classe ’85, dopo una laurea in Architettura ed un master in Fashion styling allo IED di Milano, ritorna nella sua città natale nel 2012 dove intraprende la sua carriera di architetto freelance. Ma in cuor suo la giovane imprenditrice ha sempre amato la moda, il fashion e le tendenze stilistiche in voga, così nel 2017 decide di creare un brand tutto suo: SARTA.

«L’idea di creare un brand artigianale è nata dalla voglia di realizzare degli oggetti che fossero perfetti innanzitutto per me stessa, e dall’incontro con un materiale unico come la paglia di Vienna che mi ha suggerito le prime forme», racconta.

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La stilista si lascia ispirare dall’ambiente circostante e da ciò che le salta all’occhio, riuscendo a creare un’armonia vincente tra la sua formazione professionale come architetto e il suo amore per la moda. Borse e altra pelletteria costruita artigianalmente che viene impreziosita con inserti in pelle di vitello e rattan, per il risultato di un modello senza tempo, contemporaneo ma dal gusto vintage.

Tra gli obiettivi che Giorgia si prefigge vi è il coinvolgimento nel suo progetto di alcune textile designer: «Mi piace molto l’idea che ci sia sempre la possibilità di “stressare creativamente” un oggetto attraverso l’intervento di competenze e sensibilità diverse», afferma Gaeta. Nelle sue creazioni, la giovane palermitana, riesce a sintetizzare una giusta dose di creatività e un pizzico di sicilianità, i quali sono ingredienti imprescindibili per un prodotto romantico e unico nel suo genere.



Viviana Nobile

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La Sicilia fucina di maestri orafi? Vi presentiamo l’artigiano di Gangi, Fabio Ballistreri

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Lo stile - È ormai noto che la moda ai giorni nostri non è soltanto un atto del vivere sociale o un “dress-code" da rispettare a seconda del contesto, ma è soprattutto una forma d’arte. Tra i settori della moda non ci sono solo la pelletteria, l’haute-couture e calzature, ma anche i gioielli. Oggi vorremmo menzionare un artista siciliano molto noto nel palermitano, che si occupa di lavorare metalli preziosi per creare preziosissimi gioielli handmade: Fabio Ballistreri.

Maestro orafo artigiano dal 1990, Fabio ha scoperto la sua passione per i metalli quando vide per la prima volta un anziano orafo vicino la sua casa a Palermo, intento a lavorare le pietre preziose. Da lì ha cominciato a lavorare in proprio, componendo le sue creazioni con tecniche antiche come la fusione, o utilizzando strumenti come il cuneo, il martello, il traforo o le lime. 

«Attraverso questi strumenti, piegando e saldando il metallo man mano riesco a realizzare il mio gioiello», afferma Ballistreri, «mi affascina la fusione in terra di fonderia e in osso di seppia». 

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Ultimamente Fabio, il cui laboratorio si trova nella parte bassa del comune di Gangi, predilige lavorare metalli preziosi come l’oro ed il platino, ma ha un debole per i metalli non preziosi ed sta riscoprendo il fascino dei minerali grezzi, dedicandogli la collezione “Linea Terra”. Avventurina, aragonite, cristallo di rocca, agata, sodalite sono solo alcune delle gemme utilizzate dal maestro orafo in combinato con l’argento e altri metalli. Tutti i gioielli sono pezzi unici, poiché in ogni creazione il metallo abbraccia e avvolge le curve e gli angoli della singola pietra che variano a seconda del minerale o della gemma scelta.

Nonostante in Sicilia il lavoro artigianale non venga sempre valorizzato e apprezzato come merita, il mastro orafo di Gangi ha tutta l’intenzione di proseguire la sua strada, sperimentando, studiando ed elaborando nuove tecniche orafe e nuovi materiali. «La mia passione, le mie radici ed il coinvolgimento personale di ogni mio lavoro, la mia scelta di continuare a rimanere nella mia terra nonostante tutto esprimono tutta la mia sicilianitudine» afferma Ballistreri, il cui obiettivo è quello di portare questa sua arte fuori dai confini siciliani. 



Viviana Nobile

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La Sicilia raccontata sulle coffe: la storia del brand Tizzini!

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Notabilis è particolarmente attratto dai personaggi che fanno dell’amore per la Sicilia la propria “stella polare”, e tra i pionieri di questo intento menzioniamo una tra le prime creatrici della coffa siciliana, la stilista catanese Tiziana Nicosia.

L’ispirazione perfetta per l’ideazione delle sue creazioni, Tiziana lo trova proprio nella sua amata Sicilia utilizzando nappe, cianciane, passamanerie e specchietti per la creazione della sua Regina, una coffa di palma nana, interamente fatta a mano in ogni giuntura e in ogni dettaglio. La stilista ha intrapreso la sua passione per la creatività handmade dalla mamma Adriana, decoratrice e pittrice. Da sempre con uno spiccato senso di osservazione, la giovane Tiziana scrutava attentamente il lavoro metodico degli artigiani nell’intreccio della paglia per la realizzazione delle coffe spartane di cui i muli ed i cavalli da soma venivano bardati. 

Alle volte le decorazioni delle coffe venivano attaccate con della colla, e ciò alla mente raffinata e innovatrice della Nicosia non andò a genio, iniziando ad acquistare i materiali con il poco budget a disposizione e mettendosi a lavoro. Da un’esperienza ventennale nella creazione di questo splendido simbolo della sicilianità, Tiziana ha trasformato un semplice strumento di lavoro in un accessorio di lusso, usufruendo di materiali pregiati come il pizzo francese nero, taffetà di seta e pelle.

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Alcune coffe di Tizzini, il cui brand è nato 7 anni fa, hanno delle rappresentazioni dipinte di scene prese dall’Orlando Furioso. La stilista ha voluto riportare sul dorso delle sue coffe-gioiello la storia e le gesta di questi paladini, utilizzando colori dai toni sgargianti e vivaci. 

«Non esiste qualcosa che non si può fare» afferma con ardore Tiziana, «si può realizzare tutto se lo si desidera veramente». E nonostante la stilista sia una donna modesta ed umile, forte di una grande determinazione e risolutezza, è sempre alla ricerca di nuovi stimoli e progetti da realizzare. Prossimamente uscirà una linea di mobili in legno e oggetti di arredo dal sapore squisitamente “tizzinesco”, pezzi unici e lavorati interamente a mano. 

Dalla Sicilia con furore, Tiziana Saraceni ha già conquistato con la sua tenacia e la sua creatività, non solo i siciliani ma anche americani, giapponesi e clienti in tutto il mondo, vantando tra l’altro anche collaborazioni di pregio come Dolce & Gabbana.



Viviana Nobile

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Lovemà: Un’eccellenza della moda Made in Sicily

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Nel mondo della moda, il fast fashion e l’artigianato lottano ogni giorno per la conquista dei clienti e la promozione dei loro modelli nel campo della moda. Ma un brand di abbigliamento artigianale come Lovemà non cede terreno all’avanzamento del grande mercato industriale tessile, proponendo con orgoglio abiti esclusivi di qualità ed eleganza.

Martina Veneziani Loreto è una stilista catanese il cui marchio, Lovemà, fondato nel Novembre del 2015, è formato dalle iniziali dei due cognomi e del nome della creatrice. Questo brand è unico nel suo genere, poiché la giovane studentessa di economia aziendale, crea i suoi modelli direttamente sulla persona che dovrà indossarli, scegliendo con perizia i tessuti ed i filati che si adattino meglio alla sinuosità delle forme della cliente. Tra fantasie particolari, trame eclettiche e colori a contrasto, Martina inventa delle idee super versatili e moderne accostando in contemporanea lo stile personale e singolare della donna che sceglie di vestire Lovemà, e la creatività del suo genio.

Il logo del brand è una romantica rappresentazione di una dalia, fiore i cui petali dai colori sgargianti sono intensamente profumati, un pò come le clienti di Martina, il cui desiderio spesso è quello di valorizzare il proprio corpo con i toni e le sfumature giuste per evitare di nasconderlo dietro un triste nero.  

L’imprenditrice catanese ha pensato non solo alla gioia delle donne ma anche a quella dei loro bimbi, creando Lovemà Kids, apportando praticità e vivacità a pantaloncini, gonne anni ’50 e bluse per maschietti e femminucce. Il brand si propone di vestire anche le mamme con la stessa stoffa in coordinato con il bambino, ricercando materiali come il cotone e il jersey, unendo la praticità dell’indumento con la vivacità dei colori e degli intrecci.

Una realtà come quella di Lovemà si pone la prerogativa di surclassare la moda a basso costo e di scarsa qualità, favorendo l’instaurarsi di un rapporto quasi affettivo con il capo.




Viviana Nobile

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CLIMATE STRIKE: in Sicilia esiste la moda sostenibile?

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CLIMATE STRIKE - Tra le possibili opzioni attuabili per contrastare e ridurre il fenomeno dell’inquinamento ambientale troviamo la raccolta differenziata dei rifiuti, il riuso di oggetti, una buona condotta civica, un consumo limitato dell’acqua o addirittura l’adozione di una dieta vegetariana piuttosto che onnivora. Alcuni siciliani più che imboccare una di queste vie, hanno scelto di sposare la causa investendo nel campo della moda “green”.

Adriana Santanocito e Enrica Arena, entrambe originarie di Catania, hanno ideato un processo che consente di trasformare il sottoprodotto dell’industria di trasformazione agrumicola in un raffinato tessuto tessile: Orange Fiber. Dall’aspetto serico, questo tessuto può essere stampato e colorato, unendo il desiderio di salvaguardare l’ambiente con l’esigenza modaiola di avere un capo sempre originale.

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Sulla stessa strada delle colleghe catanesi, a Palermo esiste una vera e propria rete di artigiani appartenenti al circuito ALAB - Associazione Liberi Artigiani Artisti Balarm tra i quali annoveriamo Tash Trash Mash di Gwena Cipolla, che produce borse e accessori in tessuto con pelle e materiali di riuso, Scucivola di Giulia Tortorici, che lavora materiali di riciclo il cui prodotto finale viene donato o venduto e CraftArt di Vincenza Guasto e Marco Marrone che riciclando e riusando materiali plastici e fibre tessili di legno, creano pezzi unici e di design.

Non lontano dal palermitano, a San Giuseppe Jato, il marchio “Tanto di coppola! Made in Sicily”, utilizza camice, cappotti, magliette e indumenti destinati a finire sul fondo dell’armadio o nella spazzatura, per creare delle originalissime coppole personalizzate.

«Si può fare!», urlava il dottor Frankenstein nel film di Mel Brooks Frankenstein Junior, come fanno gli artigiani, gli stilisti e i fashion designer siciliani che lavorano e investono nel settore con un occhio più green al futuro, attraverso la ricerca e la creazione di nuovi tessuti, fibre tessili vegetali e materiali eco sostenibili. Una moda green pronta a remare contro la tendenza al fast fashion.




Viviana Nobile

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CATANIA - UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA BELLEZZA CON DIEGO DALLA PALMA

CATANIA - Tra uno scrosciare di applausi e luminosi sorrisi, il 9 maggio scorso, si è concluso il talk Iqos Beauty Trends, l’evento che ha catalizzato l’attenzione del mondo glamour al Sal di Catania, per approfondire i concetti di fascino, collegati a quello della salute, con uno dei più famosi make – up artist italiani, Diego Dalla Palma, il quale ha messo disposizione del pubblico la propria esperienza.

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Un incontro riservato su invito,  ricco di emozione, promosso da IQOS, il prodotto smoke – free ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International. Una serata indimenticabile e molto partecipata. Al centro, l’evoluzione del make – up dagli anni ‘80 fino ad oggi: il suo valore culturale e sociale, la capacità di dettare nuovi trend, l’influenza esercitata sui consumi quotidiani fino l’avvento di nuove soluzioni sempre più green ed eco – friendly.

«Il motivo che mi ha spinto ad accogliere l’invito di IQOS è la convinzione che anche nel mondo della cosmetica l’innovazione sia un tema importante e naturalmente condiviso. Innovare significa accettare la sfida di cambiare e la mia esperienza professionale mi ha portato spesso di fronte alla scelta di nuovi prodotti, a cambiamenti dettati dai beauty trend, all’evoluzione delle tecniche adottate per rendere le donne sempre più belle», afferma Diego Dalla Palma.

In un’atmosfera luccicante e gioiosa il numeroso pubblico, composto da autorità cittadine, professionisti e i migliori esperti del settore beauty, ha avuto il grande privilegio di confrontarsi con il fuori classe nell’ambito della cosmesi internazionale.

Proprio la volontà di trasformazione è alla base della visione di Philip Morris International, che ha deciso di puntare su IQOS, dando il proprio contributo alla costruzione di un futuro senza fumo. 

Dall’invecchiamento della pelle alle macchie sui denti: tra i danni causati dal fumo anche quelli di natura estetica. Partendo dal mero cattivo odore, che può diminuire la gradevolezza della presenza in pubblico, esistono infatti anche altri segnali ben visibili dei danni prodotti dal fumo, come la perdita della lucentezza della pelle o l’ingiallimento di dita e denti, che possono penalizzare l’estetica di una persona. In Italia il fumo interessa più di 11 milioni di persone, poco meno la metà delle quali donne.

Sul palco presentato dal conduttore televisivo e giornalista Salvo La Rosa, anche il dottore Antonio Pacino, Odontoiatra presso la clinica Addendo di Catania, il quale ha affermato: «Nella mia Professione ogni giorno mi confronto con pazienti che hanno problemi generati dal fumo di sigaretta; i danni da fumo sui denti sono considerevoli e spesso molto visibili, indotti principalmente dalla combustione della sigaretta che incide significativamente sia sulla colorazione che sull’igiene orale».

Bellezza e salute, quindi, vanno di pari passo.


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Spisidda Design - Il brand che fa da "ponte" tra Messina e Reggio Calabria

BIOGRAFIA:

Sono Chiara Muzzupappa, una Designer di 27 anni. Sono nata e cresciuta a Reggio Calabria, ma mi sono trasferita a Milano dopo il diploma e qui ho conseguito la laurea in Design alla NABA. Da circa 2 anni ho lanciato il mio brand di moda: Spisidda Design.

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Progetto e realizzo a mano principalmente borse di legno con ricami ed incisioni interamente personalizzabili. La personalizzazione di ogni borsa può riguardare la forma, il disegno, i colori e/o l’incisione. Desidero arricchire lo stile delle mie clienti per farle sentire uniche e preziose grazie a prodotti personali che acquisiscono valore nel tempo.


Quando e come è nata l'idea di dare vita a Spisidda Design?

Spisidda Design è nata durante una serata tra amici nel marzo 2017, quasi come sfida. Mia sorella mi chiese di realizzare un micro ricamo che rappresentasse un gatto. Lei mi conosce bene e sa che sono una ragazza che non si tira mai indietro. Il gatto che realizzai sembrava più un topo, ma da quel momento qualcosa cambiò. Dopo la laurea avevo provato diversi lavori, ma avevo un forte bisogno di esprimere al massimo la mia personalità. Questo espediente mi ha dato la spinta per creare un brand di accessori artigianali per donna. L’idea che sta dietro Spisidda Design è quella di trasmettere due valori: personalizzazione e ereditarietà. Spisidda Design pone il cliente al centro: la borsa non è di valore perché è di marca, ma perché è tua, personalizzata, unica e tramandabile: una borsa che rafforza il suo valore nel tempo.


Spisidda: un termine siciliano per identificare un prodotto che ha molta personalità

Spisidda è legato alla mia infanzia: mia nonna mi ha sempre chiamata “Spisidda” fin da piccola e ancora oggi vengo chiamata così. Si tratta di un termine dialettale messinese che può rappresentare la scintilla, come quelle del fuoco: piccola ma piena di energia. Una “spisidda” racchiude tanta personalità, proprio come i miei ricami.

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Qual è il processo che precede la lavorazione delle borse e di quali materiali si compongono?

Prima della lavorazione viene la fase di progettazione. In generale, trovo ispirazione un po’ da tutto quello che mi circonda: la natura, le persone, le tendenze. Appena ricevo l’ispirazione riporto l’idea su disegno e poi lo lavoro al pc per creare il disegno tecnico. Molto spesso, cosa che adoro, le miei clienti sono protagoniste di questo processo: sono loro a fornirmi, per esempio, gli input per il disegno da ricamare sulla borsa! Infatti offro ad ogni cliente la possibilità di personalizzare la propria borsa: dalla forma, al ricamo, fino all’incisione di nome o iniziali. Oltre alla forma della borsa, progetto ogni singolo forellino che poi ricamo a mano per fare emergere il disegno. I materiali che prediligo sono il filo ed il legno, che mi piace definire “la mia materia“. Oltre ad essere materiali eco-friendly, il legno ed il filo si uniscono in un prodotto sensoriale.


Continui a ispirarti al sud per le tue creazioni?

Certo che si: sono affascinata dai paesaggi, dalle persone e dallo stile di vita del sud. Il meridione è una terra ricca di folklore, che sa sorprendere e che conserva una grande tradizione. Sono una grande estimatrice delle tecniche centennali del ricamo siciliano, come lo sfilato. Ho ripreso la tradizione del ricamo e l’ho applicata su di un materiale insolito quale il legno. Forte è il mio legame con il sud, come evidente nelle borse della nuova collezione Ex Voto dove uso colori accesi e disegni della tradizione.

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Sei nata e cresciuta a Reggio Calabria ma ora vivi a Milano. C'è la volontà di ritornare nella tua città natale?

Nonostante io abbia trascorso solo pochi anni a Milano, è mia convinzione che Milano sia la città più adatta per fare crescere Spisidda Design. Per quanto io ami la mia terra e ne tragga ispirazione, credo che Milano offra maggiori opportunità di crescita. Porto Reggio sempre nel mio cuore con nostalgia e per questo motivo sarei fiera di vedere i miei prodotti esposti in una vetrina in corso Garibaldi, un giorno.

Cosa porti del sud con te?

Prima di tutto il soprannome: Spisidda. Oltre a quello, porto con me i colori, le tradizioni e la storia del sud. Quando penso al sud affiorano nella mia mente i paesaggi, il sole, il mare, le caratteristiche feste popolari, i profumi, così come il lavoro ed il sacrificio. Da persona “del sud” condivido il sacrificio di doversi trasferire per inseguire i propri sogni, l’allontanarsi dagli affetti, il costruirsi un futuro coltivando la propria passione.


Una linea dedicata a ragazze e giovani donne. Quali i progetti in cantiere?

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Le mie ultime due collezioni, la Collezione Circus e la Collezione Ex Voto, sono dedicate tanto a bambine quanto a donne. Devo ancora completare il lancio della terza ed ultima borsa della Collezione Ex Voto (la pubblicherò tra pochi giorni!) ma sto già pensando a ciò che verrà dopo. Oltre al lancio del mio sito e-commerce, Spisidda Design, in questo periodo mi sto dedicando alla sperimentazione di materiali nuovi e forme insolite. Desidero anche instaurare partnership strategiche con negozi fisici a Milano e non solo.


Dove è possibile trovare ed acquistare le tue collezioni?

Le mie collezioni di borse sono disponibili sul sito www.spisiddadesign.com dove è anche attivo un buono sconto del 10% sul primo ordine con il codice GRAZIE10. La consegna è sempre gratuita in tutta Italia. In caso di dubbi o per richiedere la propria borsa personalizzata: mi trovate su Facebook e su Instagram.







Emilia Rossitto

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Palazzo Biscari ha ospitato l'Haute Couture made in Sicily

Catania - Il 25 marzo scorso, all’interno dell’incantevole dimora storia che è Palazzo Biscari a Catania, si è svolta una manifestazione che portato alla ribalta il meglio dell’alta sartoria made in Sicily. Stiamo parlando della prima edizione di Capsule di moda, che ha visto protagonisti alcuni tra i migliori e più innovativi brand siciliani di handmade ma di livello sartoriale, la quale si è tenuta all’interno della manifestazione “Pasquettando”, volta alla promozione dell’artigianato siciliano. 

L’iniziativa è stata prodotta da Filippo Mannino e il suo debutto in una sede d’eccezione, come Palazzo Biscari, è stato fortemente voluto da Silvana Bucceri, Presidente di Eventi In. Oltre mille spettatori sono accorsi ad assire alla sfilata di presentazione, ma non tutti hanno potuto, dato il numero limitato di posti. 

Ad aprire il fashion show sono state le creazioni di Lovemà, brand creato dalla giovanissima e talentuosa stilista Martina Veneziani, i cui outfit erano completati dalle borse dell’altrettanto giovane e talentuosa Lidia Mallia (che noi di Notabilis abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scorso anno). Quelli di Lovemà sono stati 12 outfit in stile ”ready to wear”, letteralmente pronti da indossare, caratterizzati però da una qualità decisamente sartoriale. A seguire la capsule collection dedicate al prêt-à-porter di Pleasure - Moda al Femminile, caratterizzate da uno stile boho chic ma anche facile da portare, adatto ad una donna versatile, che vuole essere comoda ma perfetta in ogni occasione. A completare i look le borse di Borbone Borse, dal gusto tipicamente mediterraneo, che richiama subito all’estate.

Oltre al prêt-à-porter, sono state presentate delle capsule di haute couture firmate Kea Atelier - Il Giardino Segreto, che ha portato in passerella la collezione “Calatinus”, nella quale la stilista ha espresso tutta la sua vena più creativa e sperimentale. È stato dato spazio anche alla moda maschile, il cui protagonista è stato il brand Millenia Uomo, che ha dato alle sue creazioni uno stile simil Cool Hunter. A completare tutti gli outfit i gioielli firmati HRU Gioielli – Raffaella Hawieh Urso Orafa e gli occhiali Gufo Design, brand siciliano che si sta facendo strada nel mondo degli accessori di moda. 

Dopo il sold out di questo primo appuntamento non resta che tenersi pronti per l secondo, che è già stato fissato per il mese di giugno e che interesserà la presentazione delle collezioni beachwear.

 

Francesca Brancato

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