La paglia come protagonista del brand siculo SARTA

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Lo Stile - Uno dei ricordi che sicuramente caratterizzano la memoria di tutti i nati e cresciuti in Sicilia, è la classica borsa di paglia che la nonna utilizzava per il mare. La paglia è sempre stato un materiale largamente lavorato nella nostra isola e usato per creare nasse da pesca, cappelli e persino materassi. Ma nella terra sicula contemporanea, donne come Giorgia Gaeta, hanno usufruito di un materiale come la paglia di Vienna per creare basket, pochette e clutch. 

Giorgia, palermitana classe ’85, dopo una laurea in Architettura ed un master in Fashion styling allo IED di Milano, ritorna nella sua città natale nel 2012 dove intraprende la sua carriera di architetto freelance. Ma in cuor suo la giovane imprenditrice ha sempre amato la moda, il fashion e le tendenze stilistiche in voga, così nel 2017 decide di creare un brand tutto suo: SARTA.

«L’idea di creare un brand artigianale è nata dalla voglia di realizzare degli oggetti che fossero perfetti innanzitutto per me stessa, e dall’incontro con un materiale unico come la paglia di Vienna che mi ha suggerito le prime forme», racconta.

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La stilista si lascia ispirare dall’ambiente circostante e da ciò che le salta all’occhio, riuscendo a creare un’armonia vincente tra la sua formazione professionale come architetto e il suo amore per la moda. Borse e altra pelletteria costruita artigianalmente che viene impreziosita con inserti in pelle di vitello e rattan, per il risultato di un modello senza tempo, contemporaneo ma dal gusto vintage.

Tra gli obiettivi che Giorgia si prefigge vi è il coinvolgimento nel suo progetto di alcune textile designer: «Mi piace molto l’idea che ci sia sempre la possibilità di “stressare creativamente” un oggetto attraverso l’intervento di competenze e sensibilità diverse», afferma Gaeta. Nelle sue creazioni, la giovane palermitana, riesce a sintetizzare una giusta dose di creatività e un pizzico di sicilianità, i quali sono ingredienti imprescindibili per un prodotto romantico e unico nel suo genere.



Viviana Nobile

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La Sicilia fucina di maestri orafi? Vi presentiamo l’artigiano di Gangi, Fabio Ballistreri

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Lo stile - È ormai noto che la moda ai giorni nostri non è soltanto un atto del vivere sociale o un “dress-code" da rispettare a seconda del contesto, ma è soprattutto una forma d’arte. Tra i settori della moda non ci sono solo la pelletteria, l’haute-couture e calzature, ma anche i gioielli. Oggi vorremmo menzionare un artista siciliano molto noto nel palermitano, che si occupa di lavorare metalli preziosi per creare preziosissimi gioielli handmade: Fabio Ballistreri.

Maestro orafo artigiano dal 1990, Fabio ha scoperto la sua passione per i metalli quando vide per la prima volta un anziano orafo vicino la sua casa a Palermo, intento a lavorare le pietre preziose. Da lì ha cominciato a lavorare in proprio, componendo le sue creazioni con tecniche antiche come la fusione, o utilizzando strumenti come il cuneo, il martello, il traforo o le lime. 

«Attraverso questi strumenti, piegando e saldando il metallo man mano riesco a realizzare il mio gioiello», afferma Ballistreri, «mi affascina la fusione in terra di fonderia e in osso di seppia». 

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Ultimamente Fabio, il cui laboratorio si trova nella parte bassa del comune di Gangi, predilige lavorare metalli preziosi come l’oro ed il platino, ma ha un debole per i metalli non preziosi ed sta riscoprendo il fascino dei minerali grezzi, dedicandogli la collezione “Linea Terra”. Avventurina, aragonite, cristallo di rocca, agata, sodalite sono solo alcune delle gemme utilizzate dal maestro orafo in combinato con l’argento e altri metalli. Tutti i gioielli sono pezzi unici, poiché in ogni creazione il metallo abbraccia e avvolge le curve e gli angoli della singola pietra che variano a seconda del minerale o della gemma scelta.

Nonostante in Sicilia il lavoro artigianale non venga sempre valorizzato e apprezzato come merita, il mastro orafo di Gangi ha tutta l’intenzione di proseguire la sua strada, sperimentando, studiando ed elaborando nuove tecniche orafe e nuovi materiali. «La mia passione, le mie radici ed il coinvolgimento personale di ogni mio lavoro, la mia scelta di continuare a rimanere nella mia terra nonostante tutto esprimono tutta la mia sicilianitudine» afferma Ballistreri, il cui obiettivo è quello di portare questa sua arte fuori dai confini siciliani. 



Viviana Nobile

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Louis Vuitton e i suoi 20 anni a Palermo: festa ed eventi con gli sciuscià

Il marchio Louis Vuitton domenica scorsa ha compiuto vent'anni di attività nella città di Palermo, festeggiando in grande stile con 48 ore di eventi. La boutique, inaugurata nel 1997, si trova in via Libertà, cuore pulsante della città e dello shopping, offrendo una vasta gamma di accessori, sia per uomo che per donna, e diversi prodotti legati al mondo del viaggio.

Tra sabato 20 e domenica 21 sono stati vari gli appuntamenti, come la presentazione della nuova collezione di borse e accessori “Masters”, realizzata in collaborazione con l’artista newyorkese Jeff Koons, la quale ha creato l’arte figurativa dei suoi dipinti “Gazing Ball” nei prodotti dell’amata casa di moda e le cui riproduzioni dei lavori di Da Vinci, Tiziano, Rubens, Fragonard e Van Gogh sono state trasferite sulle borse icona della maison, come la Speedy, la Keepall e la Neverfull, oltre ad accessori di piccola pelletteria e tessili.

Inoltre all'interno del punto vendita, 6 lustrascarpe (i cosiddetti”sciuscià”), alla loro prima uscita in grembiule e papillon, si sono alternati sul corner realizzato per l’occasione, naturalmente nei colori della maison, dando dimostrazione del loro savoir faire e svelando preziosi accorgimenti per la cura delle calzature. Questi 6sciuscià, lavoro così nobile e purtroppo ormai così raro, appartengono alla Cooperativa Shoeshine 2.0, recentemente costituita dalla Confartigianato Palermo. Entusiasta Nunzio Reina, presidente di Confartigianato, che si è mostrato ben felice “di partecipare a questo evento, che dà la possibilità ai nostri lustrascarpe di dimostrare la propria professionalità. Il fatto che una grande griffe ci abbia scelto conferma che degli antichi mestieri si sente la mancanza. Rivalutarli continua ad essere una delle priorità di Confartigianato”.

Ben mille e cinquecento gli invitati che hanno partecipato all'evento inaugurale, ma la lista dei vip non si è esaurita qui: presente anche uno degli artigiani più esperti della Manufacture de Souliers Louis Vuitton di Fiesso d’Artico, nella Riviera del Brenta, in Veneto, distretto mondiale dell’artigianalità manifatturiera della calzatura, che “con sapiente maestria, ha mostrato la realizzazione, interamente a mano, delle cuciture «goodyear »e «novergese», espressioni della più alta qualità artigiana", come hanno spiegato dalla casa francese.

Alessandra Leone