CATANIA - UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA BELLEZZA CON DIEGO DALLA PALMA

CATANIA - Tra uno scrosciare di applausi e luminosi sorrisi, il 9 maggio scorso, si è concluso il talk Iqos Beauty Trends, l’evento che ha catalizzato l’attenzione del mondo glamour al Sal di Catania, per approfondire i concetti di fascino, collegati a quello della salute, con uno dei più famosi make – up artist italiani, Diego Dalla Palma, il quale ha messo disposizione del pubblico la propria esperienza.

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Un incontro riservato su invito,  ricco di emozione, promosso da IQOS, il prodotto smoke – free ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International. Una serata indimenticabile e molto partecipata. Al centro, l’evoluzione del make – up dagli anni ‘80 fino ad oggi: il suo valore culturale e sociale, la capacità di dettare nuovi trend, l’influenza esercitata sui consumi quotidiani fino l’avvento di nuove soluzioni sempre più green ed eco – friendly.

«Il motivo che mi ha spinto ad accogliere l’invito di IQOS è la convinzione che anche nel mondo della cosmetica l’innovazione sia un tema importante e naturalmente condiviso. Innovare significa accettare la sfida di cambiare e la mia esperienza professionale mi ha portato spesso di fronte alla scelta di nuovi prodotti, a cambiamenti dettati dai beauty trend, all’evoluzione delle tecniche adottate per rendere le donne sempre più belle», afferma Diego Dalla Palma.

In un’atmosfera luccicante e gioiosa il numeroso pubblico, composto da autorità cittadine, professionisti e i migliori esperti del settore beauty, ha avuto il grande privilegio di confrontarsi con il fuori classe nell’ambito della cosmesi internazionale.

Proprio la volontà di trasformazione è alla base della visione di Philip Morris International, che ha deciso di puntare su IQOS, dando il proprio contributo alla costruzione di un futuro senza fumo. 

Dall’invecchiamento della pelle alle macchie sui denti: tra i danni causati dal fumo anche quelli di natura estetica. Partendo dal mero cattivo odore, che può diminuire la gradevolezza della presenza in pubblico, esistono infatti anche altri segnali ben visibili dei danni prodotti dal fumo, come la perdita della lucentezza della pelle o l’ingiallimento di dita e denti, che possono penalizzare l’estetica di una persona. In Italia il fumo interessa più di 11 milioni di persone, poco meno la metà delle quali donne.

Sul palco presentato dal conduttore televisivo e giornalista Salvo La Rosa, anche il dottore Antonio Pacino, Odontoiatra presso la clinica Addendo di Catania, il quale ha affermato: «Nella mia Professione ogni giorno mi confronto con pazienti che hanno problemi generati dal fumo di sigaretta; i danni da fumo sui denti sono considerevoli e spesso molto visibili, indotti principalmente dalla combustione della sigaretta che incide significativamente sia sulla colorazione che sull’igiene orale».

Bellezza e salute, quindi, vanno di pari passo.


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Spisidda Design - Il brand che fa da "ponte" tra Messina e Reggio Calabria

BIOGRAFIA:

Sono Chiara Muzzupappa, una Designer di 27 anni. Sono nata e cresciuta a Reggio Calabria, ma mi sono trasferita a Milano dopo il diploma e qui ho conseguito la laurea in Design alla NABA. Da circa 2 anni ho lanciato il mio brand di moda: Spisidda Design.

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Progetto e realizzo a mano principalmente borse di legno con ricami ed incisioni interamente personalizzabili. La personalizzazione di ogni borsa può riguardare la forma, il disegno, i colori e/o l’incisione. Desidero arricchire lo stile delle mie clienti per farle sentire uniche e preziose grazie a prodotti personali che acquisiscono valore nel tempo.


Quando e come è nata l'idea di dare vita a Spisidda Design?

Spisidda Design è nata durante una serata tra amici nel marzo 2017, quasi come sfida. Mia sorella mi chiese di realizzare un micro ricamo che rappresentasse un gatto. Lei mi conosce bene e sa che sono una ragazza che non si tira mai indietro. Il gatto che realizzai sembrava più un topo, ma da quel momento qualcosa cambiò. Dopo la laurea avevo provato diversi lavori, ma avevo un forte bisogno di esprimere al massimo la mia personalità. Questo espediente mi ha dato la spinta per creare un brand di accessori artigianali per donna. L’idea che sta dietro Spisidda Design è quella di trasmettere due valori: personalizzazione e ereditarietà. Spisidda Design pone il cliente al centro: la borsa non è di valore perché è di marca, ma perché è tua, personalizzata, unica e tramandabile: una borsa che rafforza il suo valore nel tempo.


Spisidda: un termine siciliano per identificare un prodotto che ha molta personalità

Spisidda è legato alla mia infanzia: mia nonna mi ha sempre chiamata “Spisidda” fin da piccola e ancora oggi vengo chiamata così. Si tratta di un termine dialettale messinese che può rappresentare la scintilla, come quelle del fuoco: piccola ma piena di energia. Una “spisidda” racchiude tanta personalità, proprio come i miei ricami.

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Qual è il processo che precede la lavorazione delle borse e di quali materiali si compongono?

Prima della lavorazione viene la fase di progettazione. In generale, trovo ispirazione un po’ da tutto quello che mi circonda: la natura, le persone, le tendenze. Appena ricevo l’ispirazione riporto l’idea su disegno e poi lo lavoro al pc per creare il disegno tecnico. Molto spesso, cosa che adoro, le miei clienti sono protagoniste di questo processo: sono loro a fornirmi, per esempio, gli input per il disegno da ricamare sulla borsa! Infatti offro ad ogni cliente la possibilità di personalizzare la propria borsa: dalla forma, al ricamo, fino all’incisione di nome o iniziali. Oltre alla forma della borsa, progetto ogni singolo forellino che poi ricamo a mano per fare emergere il disegno. I materiali che prediligo sono il filo ed il legno, che mi piace definire “la mia materia“. Oltre ad essere materiali eco-friendly, il legno ed il filo si uniscono in un prodotto sensoriale.


Continui a ispirarti al sud per le tue creazioni?

Certo che si: sono affascinata dai paesaggi, dalle persone e dallo stile di vita del sud. Il meridione è una terra ricca di folklore, che sa sorprendere e che conserva una grande tradizione. Sono una grande estimatrice delle tecniche centennali del ricamo siciliano, come lo sfilato. Ho ripreso la tradizione del ricamo e l’ho applicata su di un materiale insolito quale il legno. Forte è il mio legame con il sud, come evidente nelle borse della nuova collezione Ex Voto dove uso colori accesi e disegni della tradizione.

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Sei nata e cresciuta a Reggio Calabria ma ora vivi a Milano. C'è la volontà di ritornare nella tua città natale?

Nonostante io abbia trascorso solo pochi anni a Milano, è mia convinzione che Milano sia la città più adatta per fare crescere Spisidda Design. Per quanto io ami la mia terra e ne tragga ispirazione, credo che Milano offra maggiori opportunità di crescita. Porto Reggio sempre nel mio cuore con nostalgia e per questo motivo sarei fiera di vedere i miei prodotti esposti in una vetrina in corso Garibaldi, un giorno.

Cosa porti del sud con te?

Prima di tutto il soprannome: Spisidda. Oltre a quello, porto con me i colori, le tradizioni e la storia del sud. Quando penso al sud affiorano nella mia mente i paesaggi, il sole, il mare, le caratteristiche feste popolari, i profumi, così come il lavoro ed il sacrificio. Da persona “del sud” condivido il sacrificio di doversi trasferire per inseguire i propri sogni, l’allontanarsi dagli affetti, il costruirsi un futuro coltivando la propria passione.


Una linea dedicata a ragazze e giovani donne. Quali i progetti in cantiere?

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Le mie ultime due collezioni, la Collezione Circus e la Collezione Ex Voto, sono dedicate tanto a bambine quanto a donne. Devo ancora completare il lancio della terza ed ultima borsa della Collezione Ex Voto (la pubblicherò tra pochi giorni!) ma sto già pensando a ciò che verrà dopo. Oltre al lancio del mio sito e-commerce, Spisidda Design, in questo periodo mi sto dedicando alla sperimentazione di materiali nuovi e forme insolite. Desidero anche instaurare partnership strategiche con negozi fisici a Milano e non solo.


Dove è possibile trovare ed acquistare le tue collezioni?

Le mie collezioni di borse sono disponibili sul sito www.spisiddadesign.com dove è anche attivo un buono sconto del 10% sul primo ordine con il codice GRAZIE10. La consegna è sempre gratuita in tutta Italia. In caso di dubbi o per richiedere la propria borsa personalizzata: mi trovate su Facebook e su Instagram.







Emilia Rossitto

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Palazzo Biscari ha ospitato l'Haute Couture made in Sicily

Catania - Il 25 marzo scorso, all’interno dell’incantevole dimora storia che è Palazzo Biscari a Catania, si è svolta una manifestazione che portato alla ribalta il meglio dell’alta sartoria made in Sicily. Stiamo parlando della prima edizione di Capsule di moda, che ha visto protagonisti alcuni tra i migliori e più innovativi brand siciliani di handmade ma di livello sartoriale, la quale si è tenuta all’interno della manifestazione “Pasquettando”, volta alla promozione dell’artigianato siciliano. 

L’iniziativa è stata prodotta da Filippo Mannino e il suo debutto in una sede d’eccezione, come Palazzo Biscari, è stato fortemente voluto da Silvana Bucceri, Presidente di Eventi In. Oltre mille spettatori sono accorsi ad assire alla sfilata di presentazione, ma non tutti hanno potuto, dato il numero limitato di posti. 

Ad aprire il fashion show sono state le creazioni di Lovemà, brand creato dalla giovanissima e talentuosa stilista Martina Veneziani, i cui outfit erano completati dalle borse dell’altrettanto giovane e talentuosa Lidia Mallia (che noi di Notabilis abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scorso anno). Quelli di Lovemà sono stati 12 outfit in stile ”ready to wear”, letteralmente pronti da indossare, caratterizzati però da una qualità decisamente sartoriale. A seguire la capsule collection dedicate al prêt-à-porter di Pleasure - Moda al Femminile, caratterizzate da uno stile boho chic ma anche facile da portare, adatto ad una donna versatile, che vuole essere comoda ma perfetta in ogni occasione. A completare i look le borse di Borbone Borse, dal gusto tipicamente mediterraneo, che richiama subito all’estate.

Oltre al prêt-à-porter, sono state presentate delle capsule di haute couture firmate Kea Atelier - Il Giardino Segreto, che ha portato in passerella la collezione “Calatinus”, nella quale la stilista ha espresso tutta la sua vena più creativa e sperimentale. È stato dato spazio anche alla moda maschile, il cui protagonista è stato il brand Millenia Uomo, che ha dato alle sue creazioni uno stile simil Cool Hunter. A completare tutti gli outfit i gioielli firmati HRU Gioielli – Raffaella Hawieh Urso Orafa e gli occhiali Gufo Design, brand siciliano che si sta facendo strada nel mondo degli accessori di moda. 

Dopo il sold out di questo primo appuntamento non resta che tenersi pronti per l secondo, che è già stato fissato per il mese di giugno e che interesserà la presentazione delle collezioni beachwear.

 

Francesca Brancato

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Dolce&Gabbana omaggia Siracusa, con una shopping bag per I 2750 anni della città

I festeggiamenti per i 2750 anni della fondazione di Siracusa continuano in grande stile con l’omaggio che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno fatto alla città. L’annuncio era stato dato sul profilo Instagram di Stefano Gabbana, che manifestava tutto il suo orgoglio italiano.

Per tutto il mese di ottobre, infatti, in tutti gli store europei del famoso brand italiano, sarà possibile ricevere la shopping bag con la frase in italiano e in inglese “Siracusa: 2750 anni di storia da raccontare” sovrapposta ad uno scatto che raffigura uno scorcio di Ortigia e la Chiesa del Santo Spirito (opera del grande architetto Pompeo Picherali) viste dal mare. 

I due stilisti sono molto legati alla città aretusea, come dimostrano gli splendidi lampadari presenti nell’ingresso del Teatro Comunale, che sono stati donati tre anni fa, in occasione di una grande festa organizzata per il lancio di un nuovo profumo D&G. 

Afferma il vicesindaco di Siracusa Francesco Italia: “Un graditissimo omaggio a Siracusa da parte di un brand che dimostra di voler continuare a puntare sull’identità e sulla tradizione italiane. Una nuova, importante occasione di promozione per la nostra splendida città che, grazie anche all’anniversario di fondazione, continua ad essere protagonista confermando il suo grande appeal mediatico”.

Noi non possiamo che essere orgogliosi e contenti di un tale omaggio, all’insegna dello stile italiano, ma soprattutto siciliano.

 

Francesca Brancato

© riproduzione riservata

 

Una pochette di seta per i 2750 anni di Siracusa

Saranno 275, in edizione limitata, le pochette da taschino create dal noto brand internazionale “Ortigia Sicilia” per festeggiare i 2750 anni della fondazione di Siracusa e che verranno vendute in Europa nei vari punti vendita del marchio.

Il fazzoletto, in pura seta, misura 45x45cm e rappresenta al centro i gattopardi e le palme, simboli caratteristici di “Ortigia Sicilia” (che fu fondata nel 2006 dalla signora Sue Townsend), mentre nel bordo è presente il simbolo realizzato per commemorare il 2750esimo anniversario di fondazione dello splendido comune siciliano, così ricco di storia, magia e poesia, che era la sede ideale per Platone per il suo Stato ideale, patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, dando tra l’altro i natali ad Archimede.

“Ringraziamo la signora Townsend e tutto lo staff della nota azienda, che già da diversi anni promuove con il proprio brand la nostra Ortigia in tutto il mondo, per aver da subito sposato l’idea di realizzare un’edizione limitata dedicata al nostro anniversario di fondazione e in tal modo avviato una collaborazione con Siracusa che spero possa continuare. Ciò contribuirà ulteriormente alla visibilità internazionale della nostra città in un anno particolarmente significativo - ha affermato il vicesindaco e assessore alla cultura di Siracusa Francesco Italia -  grazie anche al contributo del Comitato promotore “Siracusa 2750”, delle Istituzioni e associazioni culturali e sportive, e della accademia Made Design Rosario Gagliardi, che ha donato il logo utilizzato in tutta la comunicazione istituzionale e, per l'occasione, inserito insieme ad un breve testo celebrativo, nel disegno del fazzoletto”. 

Per la signora Townsend, Ortigia “ha qualcosa di speciale nella sua bellezza, la quale è insolita dal resto della Sicilia. La piazza del Duomo, una delle più belle nel mondo dove si può andare la sera per un aperitivo e vedere i bambini che giocano a calcio circondati dallo splendore barocco, con le maestose colonne dei templi greci e i vicoli che alternano palazzi nobiliari e religiosi, pieni di panni stesi… tutto questo contribuisce allo splendore del posto”. Tutto questo è Siracusa; tutto questo è Ortigia; tutto questo è storia e cultura. Ancora buon compleanno Siracusa!

 

Alessandra Leone

 

Un po’ di magia con Lidia Mallia

Credo che quando la stoffa c’è (e anche di stoffe in questo articolo si parla), se sei determinato e magari trovi anche le persone giuste che aiutano a far emergere le tue potenzialità e a credere che “il sogno realtà diverrà” (come cantava saggiamente Cenerentola in un ritornello fresco, romantico e orecchiabile, diventato simbolo del potere dei sogni), bhe… Hai delle ottime chance di ottenere successo e di fare ciò che ami nella vita! Ho conosciuto Lidia Mallia tramite i social (grazie a una amica) e da lì sono rimasta letteralmente affascinata dalle sue creazioni… Le ho trovate creative, eleganti, di gusto e sono rimasta colpita quando Lidia mi ha detto che ha soli 23 anni. Complimenti! (Alla faccia di chi dice che i giovani italiani sono bamboccioni…).

“Sono Lidia e mi occupo di progetti creativi! Ti auto nella scelta di un accessorio unico, realizzato appositamente per te o per qualcuno importante, mi occupo anche di scattare delle fotografie per il tuo business o ritratti e di progettare delle grafiche per tessuti e carta”. Così, in maniera semplice e diretta, la talentuosa giovane siciliana originaria di Francofonte si presenta sul proprio sito www.lidiamallia.com, tra colore e magia. Sì magia, perché, come lei stessa ammette, “È magia poter vedere un disegno che passa dalla carta ad un abito, ad una borsa, o appunti scritti diventare fotografia. Tante piccole magie quotidiane che cercano di alleggerire il peso della realtà e si trasformano in prodotti”. Ciascuno di noi, ovviamente a proprio modo, può creare piccole magie quotidiane! Basta crederci e volerlo davvero.

Cara Lidia, ci parli un po’ di te? Chi sei? Come ti definisci?

Sono una studentessa di ventitrè anni, siciliana, che non ha voglia di fuggire dalla propria terra e che cerca con tutte le forze di realizzare il proprio sogno qui dov’è nata. Mi definisco fotografa e artigiana, amante dell’arte in generale. Ho sempre avuto questa tendenza in qualsiasi fase della mia vita e infatti tutti i miei studi si sono sempre basati su questo. Adesso sto per concludere la mia carriera accademica in scenografia teatrale.

Quando e come hai iniziato a occuparti di progetti creativi?

Dal punto di vista lavorativo, dal 2009; come progetti personali, da sempre. Ho iniziato con la fotografia nel 2009, appassionandomi e sperimentando nuove tecniche, mentre nel 2015 ho acquistato la mia prima macchina da cucire ed è rifiorito l’amore che avevo da bambina per le stoffe. Ho approfondito e sperimentato vari modelli di accessori e adesso che ho ufficialmente aperto la mia attività sto utilizzando materiali pregiati, come la vera pelle e tessuti d’alta moda, cercando di avvicinarmi all’abbigliamento.

Cosa sognavi da piccola?

Da piccola avevo tante cose in mente, ma una cosa è rimasta sul serio. Dicevo: “Da grande voglio avere un negozio pieno di cose che realizzo, vestiti e oggetti”. Credo di averlo capito, anche dimenticato e adesso dopo vari giri so dove voglio andare.

“Non sopporto il disordine, amo il caos ordinato, ogni linea va raddrizzata. Maniaca del salmone, della mozzarella di bufala e del pistacchio (insieme formano una palette meravigliosa)... Fotografare, cucire borse, disegnare tessuti e inventare una storia per ognuno di loro”: queste le tue parole che si leggono sul sito www.lidiamallia.com. Ci racconti una tua giornata tipo?

Non sono mai stata mattiniera… La mia sveglia è intorno alle 8.30, preparo il caffè e ritorno sotto le coperte per stare altri trenta minuti in assoluto silenzio mentre lo sorseggio dalla mia tazzina preferita a forma di bacio perugina. Vado a lavoro alle 10 e ritorno a pranzo alle 14, per poi ritornare al laboratorio alle 16. Alcuni pomeriggi o mattine rimango a casa a studiare. In base agli impegni mi organizzo. La sera guardo un film o vado da qualche parte. Comanda la stanchezza!

Qual è per te il fil rouge che lega la fotografia, il cucire borse e il progettare delle grafiche per tessuti e carta?

Ho capito che sono le mie passioni: tutte e tre le cose sono fondamentali e riescono a non rendermi statica. Anche se ho i miei riti quotidiani, non sopporto seguire troppo degli schemi; mi piace variare e distribuire le mie passioni in questo modo. Se una mattina non avrò nessuna ispirazione per realizzare nuovi tessuti, starò a cucire qualcosa; quando nessun modello mi soddisferà, spegnerò la macchina da cucire e fotograferò dei prodotti per lo shop online. Mi piace vedere stampati su tessuto i miei disegni o le mie fotografie, come la collezione “Giardino di Notte”, in cui ho fotografo una serie di fiori su fondo nero e realizzato una collezione che ancora adesso produco, perché ha riscontrato parecchio successo. Bisogna sempre esplorare, non darsi per vinti e studiare.

Come sono le tue clienti? Solitamente cosa cercano?

Le mie clienti cercano l’esclusività, adorano poter avere qualcosa realizzato appositamente per loro e io cerco di rendere al meglio i loro desideri.

Che tipo di rapporti instauri con loro?

Con molte di loro siamo diventate amiche, con altre siamo in contatto per scambiarci consigli e sono ritornate spesso per altri lavori o regali per le amiche.

Sei amante del vintage e delle “cose piene di storia”, come scrivi sempre sul tuo sito. Da dove proviene questa passione? Te l’ha trasmessa qualcuno?

No, nessuno. Mi affascina l’idea di un oggetto che racconta qualcosa, che ha vissuto una determinata epoca; il suo odore, il colore che con il tempo è svanito. Immagino chi lo ha avuto prima di me, perchè lo ha scelto.

A chi ti senti di dire grazie?

L’elenco sarebbe davvero lungo! Durante tutta la mia vita, anche se ancora so di essere molto giovane, le persone che ho conosciuto mi hanno tutte insegnato qualcosa; nel bene e nel male ho assimilato le esperienze, le critiche e i consigli che mi hanno portata fin qui.

Sei felice, cara Lidia? Cosa speri per il futuro?

Con questa domanda mi hai fatto pensare a una fotografia che scattai nel 2010 e che una mia amica tiene appesa in camera sua. Sì, sono felice. Per quanto riguarda il mio futuro non lo so, sicuramente spero di crescere professionalmente, magari aprire quel famoso negozio che sognavo da bambina. Per adesso mi godo il mio nuovo posto a forma di mansarda.

Alessandra Leone

Mariella Di Miceli: la sua creatività, la sua arte del reinventare

Carta, plastica, bottoni, cerniere, contenitori per alimenti, perline, cristalli: questi e molti altri i materiali utilizzati da Mariella Di Miceli per il suo brand “Mariella Di Miceli Unique Accessories”. Con mani sapienti ed esperte, quasi per magia la Di Miceli crea incredibili accessori e borse, “alternativi” ai classici bijou. Ecco a voi, allora, l’arte del reinventare, del riciclo, del dare anima a ciò che molti considerano “da buttare”, ma che occhi attenti e creativi sanno dare nuova vita. Una vita più fashion! Originaria di Palermo, è una delle eccellenze siciliane nell’ambito della moda, mettendo in tutto ciò che fa amore, passione, rispetto dell’ambiente e di ciò che la circonda. Siamo davanti a una grande abilità tecnica, ma non solo: un innato gusto, con originalità e fantasia nella scelta dei materiali e dei colori, rendendo così ogni oggetto unico e speciale. In una società in cui si parla sempre più spesso di globalizzazione, anche riguardo allo stile, e in cui si sembra vestiti tutti alla stessa maniera, si cerca di esprimere il proprio modo di essere anche attraverso ciò che si indossa, anche attraverso i particolari e gli accessori che possono fare (e fanno!!!) la differenza.

Gentile Mariella, ci parla del suo percorso? Come è arrivata a diventare designer di accessori del brand "Mariella Di Miceli Unique Accessories"?

Sono nativa di Palermo, ma risiedo nel paese Gioiosa Marea. Inizio a produrre i miei monili quattro anni fa, quasi per gioco, ma la mia creatività mi ha portato via via verso una ricerca incessante di materiali, colori e tecniche sempre più elaborate e originali.

Cosa sognava e com’era da piccola?

Ero una bambina molto buona e sognavo di diventare una storica o una giornalista; la cosa che mi piaceva era analizzare un evento di ogni genere, una parola, il suo significato. Non sono mai stata e non lo sono tutt'ora una persona superficiale.

Da cosa è influenzata nella creazione delle sue produzioni? Cosa la ispira?

Quando intraprendo qualcosa non riesco a essere superficiale, ma mi soffermo a comprendere il significato. Prima lo facevo con i libri e le enciclopedie; adesso questa voglia di conoscere e apprendere si manifesta nei miei lavori, nell'attenzione nella scelta del materiale, nel combinare colori, nell'osservare il gioello finito.

Lei riesce a trasformare materiali poveri in oggetti più preziosi come monili e borse, quest’ultime realizzate con carta intrecciata a mano, utilizzando tecniche diverse. Può spiegare ai nostri lettori in cosa consistono queste tecniche?

La tecnica della carta intrecciata è una tecnica che esista da tanti anni; la cura e l'attenzione dell'artista fa diventare una tecnica comune la propria tecnica. Le borse sono l'esempio della mia ricerca continua di materiali sempre più preziosi, mentre i monili hanno avuto una trasformazione totale nella scelta dei materiali, che si allontano da quelli poveri di partenza.

L’essere siciliana è stato per lei un vantaggio o ha avuto più difficoltà nel farsi strada?

È stato un vantaggio al 100% perchè sono sempre stata presentata come creatice Made in Sicily e perchè sono sempre più convinta che la Sicilia sia una fonte inesauribile d’ ispirazione.

Cosa le hanno lasciato esperienze come Casa Sanremo Fashion (area destinata alla moda, in cui si alterneranno sfilate di stilisti emergenti e grandi firme italiane) o la Fashion Week di Montecarlo a cui ha partecipato lo scorso anno?

Casa Sanremo Fashion è stata un'esperienza bellissima, fatta di emozioni e ansie da principiante. È l'esperienza che mi ha permesso di essere invitata alla Fashion Week di Montecarlo, dove l'impegno e la fatica del lavoro fatto in precedenza spariva nel vedere le modelle sfilare coi tuoi gioielli. Lo stesso sta succendo adesso per la Fashion Week, che si terrà a Roma il 6 ed il 7 Aprile.

A suo parere, gli accessori fanno la differenza in un outfit?

Decisamente! Sono indispensabili. È come una tela senza cornice… Non lo chiamerai mai quadro!

A chi si sente, oggi, di dire grazie?

Alla mia famiglia e alle mie amiche che hanno sempre creduto in me. Inoltre vorrei ringraziare l’associazione palermitana Art Nobless, che nasce per valorizzare e far conoscere un ricco ventaglio di bellezze artistiche della Sicilia.

Alessandra Leone

Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai?

“Giovà, alla prossima sorpresa così denunciala”. Così la nota giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli scrive nel suo profilo facebook a un poco sobrio augurio di compleanno: una giovane fidanzata per i 18 anni dell’amato ha avuto l’idea di affittare spazi pubblicitari, sui quali affiggere pomposi manifesti con tanto di foto da tronista per augurargli buon compleanno. Questo succede a Catania. Questo succede nel meridione da un paio d’anni. Usanza valida per gli sposi, per i battesimi, per prime comunioni, per ricorrenze importanti e chi più ne ha più ne metta. Una pratica ormai ampiamente diffusa. Insomma… Dove vai se il maxi-poster non ce l’hai? Spostiamoci per un attimo in una città del nord: vi immaginate in una Milano, lungo la statale, un cartellone del genere? Meglio non pensarci… Qualche tempo fa aveva riscosso scalpore e polemiche il manifesto di sei metri per tre esposto in provincia di Catania, in cui i genitori annunciavano urbi et orbi che il loro bambino sarebbe stato battezzato, scrivendo “Questa creatura meravigliosa è… cosa nostra”. La frase molto discutibile, accanto al piccolo con una coppola storta secondo la più convenzionale iconografia del mafiosa, risultava un inequivocabile “inno alla mafia”. Questi sono soltanto due esempi dell’evoluzione (o involuzione) dello stile siciliano. Da cosa è scaturita questa moda? Forse da un film o da una persona con molta fantasia? C’è bisogno di essere così egocentrici per gridare al mondo la proprio felicità e i propri auguri? Sono passati di moda gli abbracci, un regalo, un bigliettino, un messaggio o gli inviti vecchia maniera? L’unica cosa che ho in mente in questo momento e che direi è solo “AAA cercasi (cerca sì), storie dal gran finale, sperasi (spera sì), comunque vada panta rei and singing in the rain”. Alessandra Leone

I sogni son desideri…

Si sa che le donne solitamente hanno una marcia in più e quando desiderano veramente una cosa, non si fermano davanti a niente. È il caso di una piccola grande donna messinese, che grazie alla forza di volontà, alla caparbietà e al genio creativo e imprenditoriale ha realizzato il suo sogno: quello di creare abiti da sposa, facendola sentire una principessa per il suo giorno più bello. L’azienda Amelia Casablanca è oggi una griffe ormai nota nel mondo, consolidata in decenni di impegno costante, in cui le parole d’ordine sono lusso, ricercatezza e stile. Di certo non saranno mancate le difficoltà durante il lungo cammino, soprattutto nella fase iniziale, ma questo fa parte della vita: se ne esce sempre più forti e con maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità e unicità. Nell’intervista Giovanni Palella ci racconta come lui e i suoi fratelli siano cresciuti con una madre così speciale, in un’atmosfera magica e come abbiano deciso di seguire le stesse orme per far crescere l’azienda. Inoltre ci ha parlato ovviamente degli abiti da sposa, che devono rispecchiare la personalità della donna in questione: largo allora a romanticismo, eleganza, sobrietà, semplicità o fantasia, corpetti, bustier, applicazioni floreali o luccicanti cristalli, pregiati tulle, raso, pizzo e tanto altro. Tutto dipende da ciò che si vuole e da ciò che si è. Perché il giorno del matrimonio deve essere speciale. Indimenticabile.

Gentilissimo, sappiamo che la vostra azienda “Amelia Casablanca”, griffe ormai nota in tutti i continenti e tra le più rinomate nell'ambito della moda sposa, è nata grazie alla caparbietà di sua madre, realizzando il suo sogno di bambina. Come la vedevate lei e i suoi fratelli da piccoli?

Con gli occhi dei bambini, meravigliati ancora oggi a dispetto dell’età, della sua freschezza, delle idee e della sua vivacità creativa non comuni. Ancora oggi ci chiediamo se questo sia un privilegio o una responsabilità, ma noi siamo di parte quindi…

Voi fratelli avete sempre pensato di lavorare nell’azienda di famiglia, dando ciascuno il proprio contributo?

Abbiamo sempre pensato che a ogni privilegio corrisponda una responsabilità. Per questo negli anni Giovanni ha affiancato Amelia nella produzione sartoriale, mentre Antonino e Fabio si sono occupati di amministrazione e pubbliche relazioni.

Come nasce un abito da sposa? Cosa c’è dietro queste magiche creazioni?

L’idea, il progetto, che spesso parte da un archetipo che poi diventa prototipo. La ricerca dei materiali di elevatissima qualità e i relativi accostamenti. Vi pare poco?

Da cosa siete ispirati e come consigliate le clienti che vengono a farsi consigliare da voi?

Dal canto nostro cerchiamo di trarre qualche spunto dal nostro “senso psicologico”. Alle clienti è sempre richiesto di rimanere coerenti con il proprio modo di essere, con la propria personalità nel vestire l’abito che corona il sogno della vita di ogni donna. Il resto viene da sé.

Cosa andrà in voga quest’anno? Quali sono le caratteristiche degli abiti del 2017?

Sempre coerenti alle linee che contraddistinguono un abito firmato Amelia Casablanca, anche per il 2017 l’azienda punta sul romanticismo del taglio, impreziosito dall’intramontabile pizzo francese, quest’anno tornato prepotentemente di attualità.

Quanto è complicato creare un brand e farsi strada, partendo dalla Sicilia?

Complicatissimo, ma non impossibile. Purtroppo se c’è l’estro e la fantasia, spesso non ci sono le risorse finanziarie e viceversa. Difficile far coesistere le due caratteristiche. Se questo accade (perché accade!), le affermazioni non tarderanno ad arrivare.

Quali sono i vostri progetti per il futuro ed eventi a cui parteciperete?

Consolidare il nostro posizionamento nel mercato mondiale dell’abito da sposa nel segmento del lusso. Cerchiamo di farlo da qualche decennio, con discreti risultati. Le nostre prossime sfilate saranno Milano e Parigi.

Com’è stata l’esperienza con i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catania, che quest’anno hanno avuto l’opportunità di tre stage su iniziativa della cattedra di Storia del Costume diretta dalla professoressa Liliana Nigro? stato il primo anno di collaborazione con l’Accademia?

Abbamo trovato un ambiente serio e motivato, con dei ragazzi meravigliosi e con tanta voglia di fare, con grandi prospettive di crescita. La professoressa Liliana Nigro se la conosci ti contagia (E in effetti ce ne siamo resi conto durante l’intervista al nostro giornale.Leggetela su )

Cosa consiglia a chi oggi ha il sogno di creare una propria casa di moda?

Intanto, anche se apparentemente scontato, mai come in questo caso il vecchio adagio popolare consiglia di fare la classica gavetta. È la migliore palestra che rafforza i muscoli e conferisce la giusta tempra. Poi dedizione e tanta voglia di fare. Insomma…. Imparare l’arte!

Alessandra Leone

Un vulcano di idee: Liliana Nigro

Una donna che è un vulcano d’idee, catanese d’adozione e per scelta, creativa, amante della cultura, del suo lavoro, dei suoi ragazzi che difende a spada tratta. Di certo una persona di carattere: questo e molto altro viene in mente quando s’incontra Liliana Nigro, docente di Storia del Costume all’accademia di Belle Arti di Catania, la quale mette amore e passione in tutto ciò che fa. L’abbiamo incontrata alla sedicesima edizione dell’evento “Nessun Dorma”, che come ci ha svelato la prof. Nigro “è una mostra dedita a Sant’ Agata, il mio anelato amore, che mette in luce, tramite gli abiti dei miei ragazzi, la storicità sacra e profana agatina. Il connubio con la nota Maison Casablanca”, continua piena di entusiasmo, “è facilmente spiegabile: Amelia Casablanca e i suoi meravigliosi figli Giovanni, Nino e Fabio hanno subito accolto la mia richiesta di fare da testimonial alla mostra, sostenendo con tre borse di studio in denaro e, cosa ancor più interessante, con tre stage presso il loro atelier, tre dei più meritori artisti, così da unire sartoria e stile ormai riconosciuto nel mondo. Sempre alla ricerca dei ragazzi, tra passato e futuro in nome dalla moda e della cultura”. Secondo voi, cari amici, potevamo farci sfuggire un’intervista alla prof. ssa Nigro? Assolutamente no! Ascoltandola solo per pochi minuti ci ha conquistato e ci ha trasmesso tante emozioni positive.

Gentile Prof.ssa Nigro, titolare della cattedra di Storia del costume presso l’Ente Etneo e vulcanica curatrice di eventi, come e quando nasce la sua passione per rendere più bella la sua Catania?

Non sono catanese. Sono nata a Ragusa, vissuta a Buccheri, ma catanese per scelta. Dai tempi universitari mi innamorai follemente di questa città meravigliosa, della sua e mia Etna, della sua e mia Santuzza e di tutto ciò che gli apparteneva. Sento una similitudine forte, dirompente, a volte fisica senza eguali. Ma a dire il vero non so attribuire una data specifica, anche se lego il tutto quando per la prima volta, circa 20 anni fa, mi trovai in mezzo ai festeggiamenti agatini e, se fino ad allora io e Catania ci piacevamo, lì ci fu il colpo di fulmine, l' amore oltre ogni limite, l' empatia di chi sa di appartenersi e amarsi per sempre. Proprio a Catania decisi di partorire la mia unica figlia, Lorenza, scegliendo così di avere un legame ancora più intenso ed indissolubile. Comprai quindi casa e mi auto nominai “chiu' catanisa dei catanisi”.

Ci racconta qual è stato il suo percorso per arrivare a ricoprire la cattedra di Storia del costume? Deve essere una materia molto affascianante…

Il mio percorso è stato arduo ma deciso. Ci ho sempre creduto ed ho lottato, non cedendo nè a lusinghe nè a compromessi. L’Accademia di Catania dove oggi, con onore ed un po’ di merito, sono titolare di quattro prestigiose cattedre inerenti tutte alla storia del costume e all’ organizzazione di eventi, era la mia accademia da alunna; i miei colleghi di oggi sono stati i miei professori, ma io lo volevo così fortemente, come quando vuoi che dopo la notte arrivi il giorno, e così fu. Mi laureai con 110 lode e diritto di pubblicazione, conseguii l’abilitazione e nel momento che mi chiesero di scegliere la città dove volevo insegnare io non risposi, ma gridai “Catania!”. Sono una docente amata rispettata e che a sua volta adora gli alunni, considerandoli parte della mia famiglia

Come riesce a coinvolgere i suoi ragazzi dell’Accademia nelle sue iniziative? In quale modo riesce a creare questi fantastici e importanti “sposalizi” ? È complicato?

Coinvolgere i miei ragazzi è facile, naturale, istintivo. Propongo loro quello che ogni insegnante dovrebbe fare: li scaravento fuori dalle mura didattiche con mille eventi, li porto nelle passerelle, diamo vita a mostre e kermesse di moda e costume. Gli creo stimoli veri esuli dai libri o dalle convenzioni, gli parlo con il cuore e li guardò con l’anima, li provoco, li accudisco e INSIEME vinciamo.

Che risposta ha da parte dei giovani? Come li vede? Desiderosi di lottare e di rimanere in Sicilia per cercare di migliorarla o preferiscono allontanarsi per cercare fortuna fuori?

La risposta dei miei allievi è magica, forte, decisa. Io amo la mia terra e chiedo loro di lottare per trovare nella nostra Sicilia il loro futuro. Chiedo loro di innamorarsene, di non lasciare alla sonnolenta noia dell’ ignoranza la nostra amata terra. Si parla tanto di crisi,ma la crisi è determinata da uomini privi di interesse; l’inerzia e l’abbandono ci costringono a fuggire. Io da buon guerriero non mollo: sono abituata a lottare per chi amo e per le cose che amo, credo nei miei " figli", che hanno le mie parole nel cuore. I più forti resistono, combattono e vincono come ho vinto io rimanendo per scelta in Sicilia, culla di popoli e culture che l’ hanno resa una delle aeree culturali e sociali più belle

Li vede così “bamboccioni” i suoi alunni oppure pieni di voglia di fare?

Di " bambocci" ne ho conosciuti pochi. Con me c’è una selezione naturale che implica coraggio, grinta e voglia di fare. I miei alunni si affidano a me, mi danno il privilegio di insegnare loro ciò che detengo nella mia testa e nel mio cuore; in ogni attimo passato insieme sviluppano e fortificano i loro sogni e io li spingo a credere, a provarci e a non arrendersi

Quali le prossime iniziative in cantiere?

Iniziative tante e varie: oltre alla moda e all’ arte io ho il piacere di avere la direzione artistica della Big band L HJO Jazz Orchestra. Amo la musica e mi piace cantare, ma oltre il canto fa capolino qualche interessante proposta teatrale… Magari sarà il caso di non scindere nulla: il canto non preclude la moda e il teatro non nega l’ insegnamento. Amo vivere sfrenatamente, trasversalmente, mi agito tra genio e follia e ringraziandovi per la pazienza avuta nell’ascoltarmi mi reintegro nel mio convulso universo meraviglioso.

Alessandra Leone