Un po’ di magia con Lidia Mallia

Credo che quando la stoffa c’è (e anche di stoffe in questo articolo si parla), se sei determinato e magari trovi anche le persone giuste che aiutano a far emergere le tue potenzialità e a credere che “il sogno realtà diverrà” (come cantava saggiamente Cenerentola in un ritornello fresco, romantico e orecchiabile, diventato simbolo del potere dei sogni), bhe… Hai delle ottime chance di ottenere successo e di fare ciò che ami nella vita! Ho conosciuto Lidia Mallia tramite i social (grazie a una amica) e da lì sono rimasta letteralmente affascinata dalle sue creazioni… Le ho trovate creative, eleganti, di gusto e sono rimasta colpita quando Lidia mi ha detto che ha soli 23 anni. Complimenti! (Alla faccia di chi dice che i giovani italiani sono bamboccioni…).

“Sono Lidia e mi occupo di progetti creativi! Ti auto nella scelta di un accessorio unico, realizzato appositamente per te o per qualcuno importante, mi occupo anche di scattare delle fotografie per il tuo business o ritratti e di progettare delle grafiche per tessuti e carta”. Così, in maniera semplice e diretta, la talentuosa giovane siciliana originaria di Francofonte si presenta sul proprio sito www.lidiamallia.com, tra colore e magia. Sì magia, perché, come lei stessa ammette, “È magia poter vedere un disegno che passa dalla carta ad un abito, ad una borsa, o appunti scritti diventare fotografia. Tante piccole magie quotidiane che cercano di alleggerire il peso della realtà e si trasformano in prodotti”. Ciascuno di noi, ovviamente a proprio modo, può creare piccole magie quotidiane! Basta crederci e volerlo davvero.

Cara Lidia, ci parli un po’ di te? Chi sei? Come ti definisci?

Sono una studentessa di ventitrè anni, siciliana, che non ha voglia di fuggire dalla propria terra e che cerca con tutte le forze di realizzare il proprio sogno qui dov’è nata. Mi definisco fotografa e artigiana, amante dell’arte in generale. Ho sempre avuto questa tendenza in qualsiasi fase della mia vita e infatti tutti i miei studi si sono sempre basati su questo. Adesso sto per concludere la mia carriera accademica in scenografia teatrale.

Quando e come hai iniziato a occuparti di progetti creativi?

Dal punto di vista lavorativo, dal 2009; come progetti personali, da sempre. Ho iniziato con la fotografia nel 2009, appassionandomi e sperimentando nuove tecniche, mentre nel 2015 ho acquistato la mia prima macchina da cucire ed è rifiorito l’amore che avevo da bambina per le stoffe. Ho approfondito e sperimentato vari modelli di accessori e adesso che ho ufficialmente aperto la mia attività sto utilizzando materiali pregiati, come la vera pelle e tessuti d’alta moda, cercando di avvicinarmi all’abbigliamento.

Cosa sognavi da piccola?

Da piccola avevo tante cose in mente, ma una cosa è rimasta sul serio. Dicevo: “Da grande voglio avere un negozio pieno di cose che realizzo, vestiti e oggetti”. Credo di averlo capito, anche dimenticato e adesso dopo vari giri so dove voglio andare.

“Non sopporto il disordine, amo il caos ordinato, ogni linea va raddrizzata. Maniaca del salmone, della mozzarella di bufala e del pistacchio (insieme formano una palette meravigliosa)... Fotografare, cucire borse, disegnare tessuti e inventare una storia per ognuno di loro”: queste le tue parole che si leggono sul sito www.lidiamallia.com. Ci racconti una tua giornata tipo?

Non sono mai stata mattiniera… La mia sveglia è intorno alle 8.30, preparo il caffè e ritorno sotto le coperte per stare altri trenta minuti in assoluto silenzio mentre lo sorseggio dalla mia tazzina preferita a forma di bacio perugina. Vado a lavoro alle 10 e ritorno a pranzo alle 14, per poi ritornare al laboratorio alle 16. Alcuni pomeriggi o mattine rimango a casa a studiare. In base agli impegni mi organizzo. La sera guardo un film o vado da qualche parte. Comanda la stanchezza!

Qual è per te il fil rouge che lega la fotografia, il cucire borse e il progettare delle grafiche per tessuti e carta?

Ho capito che sono le mie passioni: tutte e tre le cose sono fondamentali e riescono a non rendermi statica. Anche se ho i miei riti quotidiani, non sopporto seguire troppo degli schemi; mi piace variare e distribuire le mie passioni in questo modo. Se una mattina non avrò nessuna ispirazione per realizzare nuovi tessuti, starò a cucire qualcosa; quando nessun modello mi soddisferà, spegnerò la macchina da cucire e fotograferò dei prodotti per lo shop online. Mi piace vedere stampati su tessuto i miei disegni o le mie fotografie, come la collezione “Giardino di Notte”, in cui ho fotografo una serie di fiori su fondo nero e realizzato una collezione che ancora adesso produco, perché ha riscontrato parecchio successo. Bisogna sempre esplorare, non darsi per vinti e studiare.

Come sono le tue clienti? Solitamente cosa cercano?

Le mie clienti cercano l’esclusività, adorano poter avere qualcosa realizzato appositamente per loro e io cerco di rendere al meglio i loro desideri.

Che tipo di rapporti instauri con loro?

Con molte di loro siamo diventate amiche, con altre siamo in contatto per scambiarci consigli e sono ritornate spesso per altri lavori o regali per le amiche.

Sei amante del vintage e delle “cose piene di storia”, come scrivi sempre sul tuo sito. Da dove proviene questa passione? Te l’ha trasmessa qualcuno?

No, nessuno. Mi affascina l’idea di un oggetto che racconta qualcosa, che ha vissuto una determinata epoca; il suo odore, il colore che con il tempo è svanito. Immagino chi lo ha avuto prima di me, perchè lo ha scelto.

A chi ti senti di dire grazie?

L’elenco sarebbe davvero lungo! Durante tutta la mia vita, anche se ancora so di essere molto giovane, le persone che ho conosciuto mi hanno tutte insegnato qualcosa; nel bene e nel male ho assimilato le esperienze, le critiche e i consigli che mi hanno portata fin qui.

Sei felice, cara Lidia? Cosa speri per il futuro?

Con questa domanda mi hai fatto pensare a una fotografia che scattai nel 2010 e che una mia amica tiene appesa in camera sua. Sì, sono felice. Per quanto riguarda il mio futuro non lo so, sicuramente spero di crescere professionalmente, magari aprire quel famoso negozio che sognavo da bambina. Per adesso mi godo il mio nuovo posto a forma di mansarda.

Alessandra Leone

I sogni son desideri…

Si sa che le donne solitamente hanno una marcia in più e quando desiderano veramente una cosa, non si fermano davanti a niente. È il caso di una piccola grande donna messinese, che grazie alla forza di volontà, alla caparbietà e al genio creativo e imprenditoriale ha realizzato il suo sogno: quello di creare abiti da sposa, facendola sentire una principessa per il suo giorno più bello. L’azienda Amelia Casablanca è oggi una griffe ormai nota nel mondo, consolidata in decenni di impegno costante, in cui le parole d’ordine sono lusso, ricercatezza e stile. Di certo non saranno mancate le difficoltà durante il lungo cammino, soprattutto nella fase iniziale, ma questo fa parte della vita: se ne esce sempre più forti e con maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità e unicità. Nell’intervista Giovanni Palella ci racconta come lui e i suoi fratelli siano cresciuti con una madre così speciale, in un’atmosfera magica e come abbiano deciso di seguire le stesse orme per far crescere l’azienda. Inoltre ci ha parlato ovviamente degli abiti da sposa, che devono rispecchiare la personalità della donna in questione: largo allora a romanticismo, eleganza, sobrietà, semplicità o fantasia, corpetti, bustier, applicazioni floreali o luccicanti cristalli, pregiati tulle, raso, pizzo e tanto altro. Tutto dipende da ciò che si vuole e da ciò che si è. Perché il giorno del matrimonio deve essere speciale. Indimenticabile.

Gentilissimo, sappiamo che la vostra azienda “Amelia Casablanca”, griffe ormai nota in tutti i continenti e tra le più rinomate nell'ambito della moda sposa, è nata grazie alla caparbietà di sua madre, realizzando il suo sogno di bambina. Come la vedevate lei e i suoi fratelli da piccoli?

Con gli occhi dei bambini, meravigliati ancora oggi a dispetto dell’età, della sua freschezza, delle idee e della sua vivacità creativa non comuni. Ancora oggi ci chiediamo se questo sia un privilegio o una responsabilità, ma noi siamo di parte quindi…

Voi fratelli avete sempre pensato di lavorare nell’azienda di famiglia, dando ciascuno il proprio contributo?

Abbiamo sempre pensato che a ogni privilegio corrisponda una responsabilità. Per questo negli anni Giovanni ha affiancato Amelia nella produzione sartoriale, mentre Antonino e Fabio si sono occupati di amministrazione e pubbliche relazioni.

Come nasce un abito da sposa? Cosa c’è dietro queste magiche creazioni?

L’idea, il progetto, che spesso parte da un archetipo che poi diventa prototipo. La ricerca dei materiali di elevatissima qualità e i relativi accostamenti. Vi pare poco?

Da cosa siete ispirati e come consigliate le clienti che vengono a farsi consigliare da voi?

Dal canto nostro cerchiamo di trarre qualche spunto dal nostro “senso psicologico”. Alle clienti è sempre richiesto di rimanere coerenti con il proprio modo di essere, con la propria personalità nel vestire l’abito che corona il sogno della vita di ogni donna. Il resto viene da sé.

Cosa andrà in voga quest’anno? Quali sono le caratteristiche degli abiti del 2017?

Sempre coerenti alle linee che contraddistinguono un abito firmato Amelia Casablanca, anche per il 2017 l’azienda punta sul romanticismo del taglio, impreziosito dall’intramontabile pizzo francese, quest’anno tornato prepotentemente di attualità.

Quanto è complicato creare un brand e farsi strada, partendo dalla Sicilia?

Complicatissimo, ma non impossibile. Purtroppo se c’è l’estro e la fantasia, spesso non ci sono le risorse finanziarie e viceversa. Difficile far coesistere le due caratteristiche. Se questo accade (perché accade!), le affermazioni non tarderanno ad arrivare.

Quali sono i vostri progetti per il futuro ed eventi a cui parteciperete?

Consolidare il nostro posizionamento nel mercato mondiale dell’abito da sposa nel segmento del lusso. Cerchiamo di farlo da qualche decennio, con discreti risultati. Le nostre prossime sfilate saranno Milano e Parigi.

Com’è stata l’esperienza con i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catania, che quest’anno hanno avuto l’opportunità di tre stage su iniziativa della cattedra di Storia del Costume diretta dalla professoressa Liliana Nigro? stato il primo anno di collaborazione con l’Accademia?

Abbamo trovato un ambiente serio e motivato, con dei ragazzi meravigliosi e con tanta voglia di fare, con grandi prospettive di crescita. La professoressa Liliana Nigro se la conosci ti contagia (E in effetti ce ne siamo resi conto durante l’intervista al nostro giornale.Leggetela su )

Cosa consiglia a chi oggi ha il sogno di creare una propria casa di moda?

Intanto, anche se apparentemente scontato, mai come in questo caso il vecchio adagio popolare consiglia di fare la classica gavetta. È la migliore palestra che rafforza i muscoli e conferisce la giusta tempra. Poi dedizione e tanta voglia di fare. Insomma…. Imparare l’arte!

Alessandra Leone