imageimage.jpegimage.jpeg
image-1
notabilistestata1

facebook
youtube
instagram
notabilistestata1

EVENTI

NOTA CRITICA

NEWS

INFO & CONTATTI

MENU

EVENTI

NOTA CRITICA

NEWS

MENU

INFO & CONTATTI

Notabilis è un quotidiano online esclusivamente culturale, che mette in evidenza persone, fatti ed eventi degni di nota in Sicilia. Crediamo che solo partendo da una maggiore consapevolezza culturale è possibile promuovere e costruire una Sicilia al passo con i tempi.

Notabilis è un quotidiano online esclusivamente culturale, che mette in evidenza persone, fatti ed eventi degni di nota in Sicilia. Crediamo che solo partendo da una maggiore consapevolezza culturale è possibile promuovere e costruire una Sicilia al passo con i tempi.

Knowhow SRL
Corso Gelone 116/C
96100 Siracusa
P.I. 01584160897

info@notabilis.it

redazione@notabilis.it

Knowhow SRL
Corso Gelone 116/C
96100 Siracusa
P.I. 01584160897

info@notabilis.it

redazione@notabilis.it

image-766

INTERVISTE

Le nostre interviste inedite

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

www.notabilis.it @ All Right Reserved 2020 | 

www.notabilis.it @ All Right Reserved 2020 | 


facebook
youtube
instagram

facebook
youtube
instagram

Tornano alla luce i tesori siciliani nascosti nei depositi: firmata la Carta di Catania

2020-12-28 07:00

Redazione

News, Notizie, notabilis, catania, sicilia, La "Carta di Catania", beni culturali siciliani,

Tornano alla luce i tesori siciliani nascosti nei depositi: firmata la Carta di Catania

Si autorizzano i luoghi della cultura a concedere l’uso del patrimonio custodito nei magazzini per la fruizione e la valorizzazione

1606736993745-jpg---1608652425.jpg

I beni culturali siciliani custoditi nei depositi regionali si mettono in vetrina in luoghi pubblici o privati aperti al pubblico. Lo prevede la così detta "Carta di Catania", un decreto firmato dall’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, con cui si autorizzano soprintendenze, parchi archeologici, musei, gallerie e biblioteche, a concedere in uso per la valorizzazione e la pubblica fruizione il cospicuo patrimonio in giacenza nei depositi.

 

Il decreto va ascritto all’impegno della soprintendente dei Beni culturali di Catania, Rosalba Panvini che, in linea con i contenuti del decreto, ha già aperto i caveau della Regione per esporre nella sala pinacoteca del Museo Diocesano di Catania le importanti raccolte Urzì e Nicolosi. I beni a cui si fa riferimento nella Carta di Catania sono quelli acquisiti per confisca, quelli donati o consegnati spontaneamente, quelli di più vecchia acquisizione per i quali sia stata smarrita la documentazione e, in generale, quelli deprivati di ogni riferimento al loro contesto di appartenenza.

 

Gli istituti periferici della Regione dovranno ora provvedere alla formazione degli elenchi di beni, suddivisi per lotti omogenei in relazione alle caratteristiche storico-culturali o tipologiche. Per tale attività si potrà anche fare ricorso a studenti universitari in discipline connesse alla conservazione dei beni culturali che opereranno in regime di tirocinio formativo. La concessione in uso di beni culturali in giacenza nei depositi sarà subordinata al pagamento di un corrispettivo che potrà avvenire, oltre che in denaro, anche attraverso la fornitura di beni e servizi destinati al patrimonio oggetto della concessione, o in favore di altri beni in giacenza nel medesimo deposito di provenienza o, ancora più in generale, attraverso azioni che mirano a proteggere e valorizzare il patrimonio regionale quali, a titolo esemplificativo: restauro, analisi archeometriche, catalogazione, pubblicazione e marketing. Altre modalità previste potranno essere la fornitura di beni, servizi, infrastrutture o migliorie in favore del deposito di provenienza dei beni, misure da concordarsi di volta in volta con l’istituto concedente.

 

Sarà adesso compito del dirigente generale del Dipartimento, Sergio Alessandro, predisporre lo schema unico di bando pubblico che dovrà stabilire i criteri per la concessione in uso che potrà avere una durata compresa tra i due e i sette anni, prorogabile una sola volta. Le soprintendenze dei rispettivi territori vigileranno sui beni che saranno affidati. 

 

 

©riproduzione riservata 

Leggi le altre interviste

image-902

NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rimani aggiornato su tutte le news e gli eventi promossi da Notabilis

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder