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Riserva di Vendicari in fiamme, l'oasi a rischio

2021-04-08 12:16

Francesca Brancato

News, Notizie, notabilis, siracusa, noto, marzamemi, archeologia, riserva naturale di vendicari, vendicari, incendio,

Riserva di Vendicari in fiamme, l'oasi a rischio

L'incendio ha interessato una zona densamente popolata dalla fauna della riserva

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Nonostante le ristrettezze dovute alla pandemia e la certezza che gli spazi esterni e naturali siano diventati, per tutti, un bene inestimabile, ora più che mai, ha avuto drammaticamente inizio anche in questo 2021 la "stagione degli incendi". Nel pomeriggio di ieri, infatti, un incendio ha colpito parte della Riserva Naturale di Vendicari, situata tra Marzamemi e Noto. La zona interessata dall'incendio, che ha causato un enorme danno ecologico e ambientale, è quella compresa fra i pantani, fondamentale per la riserva perché rappresenta l’area abitata da uccelli migratori rari, da testuggini ed altre specie che fanno di Vendicari una riserva Nazionale di grande importanza..

Sul posto sono immediatamente intervenuti Vigili del Fuoco e Protezione Civile che hanno combattuto le fiamme al meglio delle loro possibilità, poiché mancando specchi d’acqua all’interno dell’area protetta soffocare le fiamme è stata impresa ardua e l'uso del canadair non è stato consigliato a causa dell'approssimarsi della sera. 
Quello degli incendi è un fenomeno problematico che sta distruggendo il patrimonio naturale siciliano, ogni anno sempre di più, per tanto richiede tempestività di intervento e di informazione dei cittadini. È fondamentale inoltee fornire il corpo forestale dei mezzi necessari per intervenire al meglio e nel minor tempo possibile. Nel frattempo si attendono novità dalle indagini avviate per accertare eventuali responsabilità nell’incendio che ha colpito la riserva naturale.

LA STORIA:

La Riserva Naturale di Vendicari è stata prevista tramite una legge della Regione Sicilia nel 1981, ma è stata istituita ufficialmente nel 1984, dopo numerose lotte di associazioni ambientaliste e numerosi passaggi burocratici. La storia della riserva ha però origine molto più antiche, testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici ed architettonici dell’insediamento dell’uomo risalenti all'epoca greca. Infatti, a sud di Eloro poco distante dalla spiaggia di Marianelli, sono presenti alcune latomie risalenti al V sec a.C. utilizzate nell’antica città greca di Eloro per la costruzione di templi e monumenti.

Poco distante dalla Torre Sveva, in riva al mare, sono presenti delle vasche per la lavorazione del tonno, accanto alle quali si è scoperta anche una piccola necropoli. All’interno della riserva è, inoltre, visibile un tratto dell’antica Via Elorina, strada di collegamento tra la colonia di Eloro e Siracusa. 

Di età bizantina, invece, il complesso che si trova nella parte sud di Vendicari, denominata oggi “Cittadella dei Maccari”. In questo sito si può ammirare La Trigona: una Cuba bizantina, che come tutte le chiese dell’epoca, è a pianta quadra con tre absidi, una cupola superiore e un’apertura a oriente in modo tale che, come tradizione, la luce della luna piena entrasse nell’edificio dando inizio alla Santa Pasqua. A Poca distanza dalla Cuba bizantina vi sono diverse catacombe risalenti allo stesso periodo e alcuni resti di abitazioni, segno che l'area fosse densamente popolata.

Risalente al Medioevo è la più bella e visitata costruzione della Riserva: La Torre Sveva,

costruita probabilmente da Pietro d’Aragona, conte di Alburquerque e duca di Noto (1406-1438). Questa fortificazione fu necessaria per segnalare e respingere gli attacchi dei pirati Saraceni e Barbareschi, che con le loro continue scorribande saccheggiavano centri abitati e campagne dell’Isola. Nel corso dei secoli la struttura venne rinforzata e rimaneggiata, fino ad assumere la forma attuale. La Torre Sveva fu utilizzata, infatti, fino al XIX secolo, anno di invenzione del telegrafo che rese obsoleti questi sistemi di difesa. 

Di più recente costruzione, ma non per questo meno affascinate, è la Tonnara di Vendicari: detta anche Bafutu, venne costruita nel Settecento in seguito al grande incremento che in Sicilia si era avuto nella concessione di tonnare. L’attività della Tonnara è stata facilitata dalla presenza delle saline, le prime risalenti all'epoca greca. Alternando periodi floridi a periodi di chiusura, la tonnara fu completamente ristrutturata nel 1914, grazie al supporto economico di Antonino Modica Munafò, nobile di Avola. Nel 1943, dopo lo sbarco degli alleati, anche per un’insufficiente resa economica del commercio del tonno, la tonnara ha definitivamente cessato la sua attività. Oggi rimane una testimonianza unica e affascinante dell’antica tradizione siciliana della pesca e della lavorazione del tonno.

 

 

©riproduzione riservata 

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